Edilizia, verso lo sciopero del 18 dicembre: la crisi ha bruciato la metà dei posti di lavoro

Per accendere i riflettori sulle difficoltà del settore ma soprattutto per "smuovere la situazione di stallo che vive il contratto, scaduto 18 mesi fa", i sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero il 18 dicembre.
Immagine di archivio.
Economia

A settembre 2017 l'edilizia valdostana conta 2045 operai – picco di quest'anno – e 433 aziende, dieci anni fa gli addetti erano 3842 mentre le aziende 746. Il comparto, decimato durante gli anni della crisi, fatica a ripartire. 

Per accendere i riflettori sulle difficoltà del settore ma soprattutto per "smuovere la situazione di stallo che vive il contratto, scaduto 18 mesi fa", i sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero il 18 dicembre. L'appuntamento è preceduto dalla giornata di informazione straordinaria di oggi con volantinaggi e conferenze stampa, organizzate in tutta Italia. 

"La trattativa sul contratto non è mai decollata" spiega Ezio Dufour della Cgil "Sembra che non ci sia la volontà di discutere". 

La piattaforma proposta dai sindacati prevede aumenti salariali in linea con gli altri settori (si parla di almeno 106 euro per i primi livelli), la difesa e la riforma delle casse edili, l'istituzione di un fondo sanitario integrativo nazionale, il rafforzamento della previdenza complementare e del fondo integrativo per il pensionamento anticipato. 

Il 18 dicembre saranno organizzate in tutto il paese 6 manifestazioni interregionali, la Valle d'Aosta, assieme alla Liguria e alla Lombardia, sarà a Torino dove il corteo partirà da Piazza Castello. 

"Abbiamo perso quasi la metà degli iscritti in Cassa edile" sottolinea Cosimo Mangiardi della Uil "Siamo consapevoli del momento di crisi ma chi lavora ha diritto ad avere un contratto rinnovato."

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