I dipendenti della Engineering chiedono lo stop della cassa integrazione

Presidio in piazza Chanoux per i lavoratori del gruppo informatico di Pont-Saint-Martin. Il gruppo informatico conta 11 società e 37 sedi operative in Italia e all’estero. Nella sede della Bassa Valle sono impiegate attualmente circa 300 persone.
I lavoratori Engineering
Economia

"L'assurdo di questa vicenda è che l'azienda ha ripreso a produrre utili, ma continua a tenere in cassa integrazione una parte dei dipendenti". Con queste parole Flavia Bego, Rsu della Fiom Cgil, si rivolge ai giornalisti per spiegare la situazione della Engineering.it che dopo più di un anno ha ancora 60 dipendenti in cassa integrazione.

Oggi, lunedì 10 maggio, si è tenuto un presidio in piazza Chanoux ad Aosta per protestare contro i vertici aziendali che preferiscono "dare in subappalto i lavori – come dice Flavia Bego – piuttosto che reintegrare i colleghi in cassa".

Secondo quanto riferito dai sindacati, infatti, il gruppo Engineering ha realizzato nel 2009 un utile netto di 34,3milioni di euro con un aumento del 131% rispetto all'anno precedente. "E' insostenibile, inaccettabile e immorale che un gruppo che ha visto salire gli utili alle stelle – sostengono i sindacati – e che continua ad utilizzare più di 2000 consulenti lasci in cassa integrazione meno di 100 persone sottraendo fondi a chi ne ha veramente bisogno".

Per i 30 manifestanti, il presidio di oggi è stato anche l'occasione per incontrare Antonio Di Pietro, presente in piazza Chanoux per presentare i referendum promossi dall'Italia dei Valori.

Il gruppo informatico conta 11 società e 37 sedi operative in Italia e all'estero, fra cui quella di Pont-Saint-Martin. Nella sede della Bassa Valle sono impiegate attualmente circa 300 persone, compresi i cassintegrati.

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