I sindacati si mobilitano il 3 dicembre contro il silenzio di cooperative e istituzioni

La protesta riguarda una vertenza per il rinnovo del contratto per oltre 250mila operatori delle cooperative impegnate nei servizi di assistenza socio sanitaria, assistenziale ed educativa. Stipendi da 900 euro lordi al mese.
Economia

I lavoratori delle cooperative che operano nell’assistenza sanitaria e nei servizi ai disabili in Italia hanno stipendi medi di circa 900 euro lordi al mese ed operano spesso in condizioni di precarietà nonostante l’alta qualificazione professionale. Si tratta di lavoratori che quotidianamente sono impegnati in centri diurni per disabili, in strutture per la salute mentale, in servizi di assistenza domiciliare, in case di riposo per anziani e centri di assistenza per i disabili, per i minori.  Tutti insieme venerdì 3 dicembre, guidati dai sindacati, organizzano una giornata di protesta nazionale contro il silenzio delle cooperative e delle istituzioni, sul rinnovo del contratto di lavoro. La giornata di protesta nazionale si terrà con numerose manifestazioni e momenti di informazione.

In Valle d’Aosta i sindacati valdostani Cgil-Fp, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Savt Servizi in modo compatto si mobilitano e chiederanno un incontro con le istituzioni locali. Sarà inoltre diffuso un volantino, davanti l’ospedale regionale Umberto Parini, dalle 10 alle 12 ed in Piazza Chanoux, dalle 14 alle 16.

“Forzati dal silenzio assordante delle associazioni di categoria e delle istituzioni – si legge nelle motivazione della protesta – i sindacati alzano l’intensità dell’agitazione nell’ambito di una vertenza che conta un ritardo di 17 mesi nel rinnovo del contratto per gli oltre 250mila operatori delle cooperative impegnate nei servizi di assistenza socio sanitaria, assistenziale ed educativa. Dopo la rottura della trattativa, su una proposta giudicata irricevibile e offensiva di 38 euro di aumento medio per tre anni, le Organizzazioni Sindacali, cercano di far breccia nel muro alzato dalle tre centrali cooperative Federsolidarietà, Legacoop sociali ed Agci”.

I sindacati chiedono un confronto regionale e locale con i presidenti e gli assessori regionali, i rappresentanti dei Comuni e delle Provincie e  “ribadiscono anche la richiesta al Ministro del welfare, alla Conferenza Stato-Regioni, ad Anci e Upi di un tavolo istituzionale sul terzo settore per discutere i tanti problemi aperti: dai tagli ai trasferimenti di risorse pubbliche, alle ricadute sui livelli occupazionali e sui servizi al cittadino”.

 

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