Il caro-energia spaventa i Comuni: “Non chiuderemo i servizi, faremo ogni risparmio sui Bilanci”

A dirlo il Presidente del Celva Franco Manes, mentre i rincari energetici mettono a rischio le risorse per l'illuminazione ed il riscaldamento di scuole, uffici pubblici e impianti sportivi: "Vogliamo aprire un tavolo di confronto con la Regione, anche se la questione non si può risolvere a livello locale. È necessario sedersi ad un tavolo nazionale”.
Il Presidente Cpel Franco Manes
Economia

I rincari energetici, uniti ad un’inflazione che galoppa, spaventano gli Enti locali. Il “caro-energia”, il cui impatto sta già pesando sui cittadini rischia di avere un’onda d’urto – le stime parlano di un miliardo di euro – rovinosa per i conti dei Comuni e delle Province.

Impatto che si traduce in un pericolo che più concreto non si può: non avere soldi a sufficienza per riuscire ad illuminare e riscaldare gli uffici pubblici, le scuole, ma anche i teatri e gli impianti sportivi, tra i quali strutture come palestre e piscine.

“Ne abbiamo appena parlato in Consiglio di amministrazione per capire come sensibilizzare la Regione su questo problema – spiega il Presidente del Celva Franco Manes –. Qui in Valle la questione rischia di essere anche peggiore rispetto ad altre zone, dal momento che molti Comuni hanno cifre ridotte, in Bilancio, per quanto riguarda il Titolo I. Ovvero per la parte corrente”.

Ovvero, quella che riguarda le spese di produzione funzionamento dei vari servizi comunali.

“In questo caso – aggiunge Manes –, l’aumento esponenziale del costo dell’energia, se proiettato a fine 2022, farà la differenza in molti Comuni per le spese. Vogliamo aprire un tavolo di confronto con la Regione, anche se la questione non si può risolvere a livello locale. È necessario sedersi ad un tavolo nazionale”.

Per i Comuni – che stavano giusto mettendo il “becco” fuori dopo il peso specifico, annoso, del patto di stabilità interno – il rischio è grosso: “Per i Sindaci chiudere i servizi è l’ultima spiaggia, piuttosto faremo ogni risparmio possibile sui Bilanci. La situazione, però, è assurda: da un lato lo Stato continua a dare risorse a spot, dall’altro questi fondi vengono tolti”.

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