Il turismo di domani, le tradizioni di un tempo

Nella società della comunicazione la carta vincente rimane l’autenticità. Se da un lato però aumenta la richiesta di autentico dall’altro chi l’autentico lo propone davvero non sempre è premiato se non è in grado di confrontarsi con un mercato globale.
Mostra concorso dell'artigianato di tradizione
Economia, Società

Da sempre custodiamo con attenzione tradizioni e antichi saperi, ricette, mestieri, folklore, religione, combats, viticoltura e così via. La Valle d’Aosta possiede da questo punto di vista un bagaglio enorme, oggi moltissime di queste tradizioni vengono trasmesse con successo agli ospiti, altre rimangono ancora gelosamente “riservate” ai Valdôtains ma rappresentano un potenziale turistico enorme ed inespresso. Un fatto certo è che la carta vincente era ed è più di prima quella della tradizione locale, elemento che viene ricercato non solo negli eventi ma anche nella ricettività e in tutta la comunità locale; per questo motivo sempre più apprezzati sono forme di ricettività rurale come gli agriturismi ed attività legate alla riscoperta della saggezza popolare.

Da un lato dunque esiste la certezza che il prodotto locale “tira ancora” sul mercato, dall’altro questo elemento si contrappone con la necessità di dover dare spazio ad una comunicazione globale. Si tratta di una problematica tutt’altro che banale, troviamo infatti contrapposte associazioni e comunità locali molto piccole (come tali con poche o nulle risorse) alla necessità di dover operare su scala mondiale con tecnologie e strumenti innovativi di cui spesso non si conosce granché. Per questi motivi si sente spesso parlare del neologismo glocal, che accosta il globale al locale.

Manifestazioni ed eventi legati alla tradizione, a prova di ciò che si dice, sono infatti il più delle volte organizzati da associazioni e gruppi di volontariato. Nonostante l’immane lavoro delle persone esse trovano comunque dei forti limiti soprattutto dal punto di vista organizzativo, della comunicazione e dei servizi. Proprio da questi ultimi è bene partire per fare una riflessione sul concetto di autenticità. Molto spesso il profilo del turista che cerca questo tipo di vacanza è legato a realtà metropolitane enormi dove il fattore “relazione” è piuttosto blando, dove i ritmi sono ferrati e dove regnano perennemente il caos e lo stress. Tutto ciò incoraggia la ricerca di posti tranquilli e genuini dimenticando che le abitudini cittadine sono caratterizzate da una vita nel più dei casi legata al comfort e al benessere, condizioni che incidono fortemente sul concetto di autenticità. In poche parole il turista è pur sempre in vacanza e, nella maggioranza dei casi, pur comprendendo, non è disposto a sopportare certi disservizi, anche comprensibili in piccole organizzazioni agrarie, familiari o di volontari.

Se da un lato aumenta la richiesta di autentico dall’altro chi l’autentico lo propone davvero non sempre è premiato se non è in grado di confrontarsi con un mercato globale… verrebbe da dire autentico ma non troppo, per cortesia.
 

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