La Cogne chiede la cassa integrazione straordinaria. La situazione migliorerà nel 2010

Monica Pirovano, presidente di Confindustria Vda, ha incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione ad un anno della crisi. “Il peggio è passato, ma nel 2010 ci saranno problemi occupazionali e finanziari”.
La conferenza stampa di Confindustria
Economia
Già tre aziende valdostane hanno fatto ricorso alla cassa integrazione straordinaria, a queste si aggiungerà la Cogne acciai speciali e altre tre aziende. Lo ha comunicato Monica Pirovano, presidente di Confindustria Vda, questa mattina, venerdì 13, nel corso di un incontro con la stampa. “E’ l’occasione per fare il punto della situazione a un anno dalla crisi – ha detto la presidente – C’è stata una caduta verticale di molte imprese, soprattutto nel settore edile e metallurgico. Probabilmente il peggio è passato, da settembre abbiamo registrato una timida ripresa, c’è sempre il segno meno ma le cose vanno meglio”. Il 2010 non sarà comunque un anno facile, ci saranno, secondo la Pirovano, soprattutto problemi di occupazione e finanziari.
 
Passato il primo trimestre del prossimo anno si potrà tornare a una situazione di normalità” dice la presidente. I segnali di miglioramento si vedono anche nelle ore di cassa integrazione. Alla Cogne, nel mese di gennaio le ore furono 20 mila, 22 mila a febbraio, 27 mila a marzo, fino ad arrivare al picco di aprile con 45 mila ore. A settembre le ore sono state solo 5 mila (“perché è un mese corto – spiega Pirovano – ci sono ancora le ferie), per attestarsi attorno alle 10 mila nei mesi successivi. “Anche nella richiesta di cassa straordinaria ipotizziamo circa 10 mila ore di cassa alla Cogne”.
 
Confindustria ha avanzato alla Regione delle proposte per fronteggiare il 2010. Positivo il taglio dell’Irap introdotto già quest’anno che ha portato alle aziende valdostane un risparmio di 17 milioni di euro. “Speriamo che il taglio continui, e che anche a livello nazionale si operi in questo senso. Ora abbiamo chiesto un aiuto soprattutto per le piccole e medie imprese, con riduzioni per la Tarsu e sulla bolletta dell’energia. Per quanto riguarda la Tarsu la Regione ci ha detto che deve chiedere ai comuni, per l’energia che ci penserà. Crediamo poi si debba introdurre anche una moratoria, almeno per le imprese virtuose, per i contratti di locazione”.
“Con ogni probabilità – conclude Monica Pirovano – la crisi porterà molte aziende a chiudere l’anno con bilanci non positivi, invitiamo le banche e le agenzie di rating a tenere conto della situazione di crisi, e di guardare a questi bilanci con un occhio particolare”.

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