La “IVG Srl” ammessa al concordato: il fallimento si allontana

L'azienda, già concessionaria ministeriale per il Tribunale di Aosta delle vendite giudiziarie, ha 120 giorni di tempo per presentare il piano in cui dovrà indicare in che misura (e tempi) intende soddisfare i creditori.
Tribunale di Aosta
Economia

Lo scenario peggiore, quello fallimentare, per la “IVG Srl” è al momento se non evitato, quantomeno più lontano. La società, già concessionaria ministeriale per il Tribunale di Aosta delle vendite giudiziarie, è stata infatti ammessa mercoledì scorso, 28 ottobre, al concordato con riserva. Il giudice delegato Marco Tornatore, contestualmente, ha nominato il commissario giudiziale che sovrintenderà alla procedura, il commercialista torinese Filippo Canale (già conosciuto in Valle per aver seguito, nei panni di curatore, il fallimento della “Cioccolato Valle d’Aosta SpA” di Pont-Saint-Martin).

Le difficoltà della “IVG Srl” erano venute a galla nella scorsa estate, dopo che un creditore insoddisfatto aveva depositato a Palazzo di giustizia un’istanza fallimentare. L’azienda era incaricata, in particolare, delle esecuzioni mobiliari e immobiliari. Tuttavia, a quanto appreso, la mancata restituzione, a seguito di esplicite richieste del Tribunale, di somme depositate presso la società relativamente ad alcune procedure da essa seguite aveva condotto alla revoca dei mandati di custodia e di vendita affidatigli. Criticità erano state riscontrate anche nel versamento del canone d’affitto dello stabile occupato dalla società, nell’area della “Pépinière d’entreprises”.

Con l’ammissione al percorso concordatario, la ditta avrà ora 120 giorni di tempo per perfezionare la procedura, presentando il piano di ristrutturazione del debito, in cui dovrà indicare in che misura (e tempi) intende soddisfare i creditori. Questi dovranno poi esprimersi su tale proposta, votando in sede di adunanza. Se i “sì” prevarranno, il Tribunale deciderà infine sulla sua sua omologazione, dalla quale potrà avere inizio l’attuazione vera e propria, con l’avvio della restituzione delle somme, sempre sotto il monitoraggio di Commissario e giudice delegato. Fino ad allora, il fallimento resterà sullo sfondo, ma in caso di “passi falsi” procedurali, l’istanza fallimentare tornerà a galla.

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