La Regione ribadisce l’interesse alla regionalizzazione di Deval

L'Enel, che detiene il 51% non è interessata a vendere. Oggi il valore del pacchetto azionario non è determinato. Nel 2005 tale valore stava tra i 37 e i 41 milioni di euro.
Enrico Tibaldi, consigliere regionale PdL
Economia

L’acquisto da parte della Regione dell'intero pacchetto azionario di Deval é un'opzione già prevista nell'accordo siglato nel 2000 e l'interesse al controllo di Deval mira ad evitare il rischio che tutte le attività di Deval siano accentrate dal punto di vista gestionale e operativo fuori dalla Valle d'Aosta, così come già avvenuto per Telecom, Poste Italiane, Eni. Sono questi due dei punti evidenziati dal presidente della Regione Augusto Rollandin in risposta ad un’interpellanza presentata dal Consigliere regionale del PdL Enrico Tibaldi che ha portato la questione in Consiglio regionale. Oggi la Regione detiene il 49% del capitale sociale della distribuzione di energia elettrica in Valle d'Aosta, controllata con il 51 % dall'Enel. "E' chiaro – ha precisato il Rollandin – che il valore ed il prezzo dell'eventuale cessione del pacchetto azionario andranno eventualmente determinati sulla base della situazione attuale dell'azienda".

Rollandin, ha ricordato che la cessione della quota, già prevista in un accordo stipulato nel 2000, non rientra nell'interesse dell'Enel.
L'Enel – ha precisato il presidente della Regione – sin dal 2000, sta infatti promuovendo una serie di iniziative atte a ridurre il proprio debito aziendale, effettuando diminuzioni di investimenti in diversi settori: la Deval è tuttavia affrancata da queste logiche di ristrutturazione e accorpamento”.
La Deval è infatti l’unica società del gruppo Enel che predispone autonomamente il proprio budget, il bilancio e il controllo di gestione. Oltre ad evitare che tutte le attività di Deval siano accentrate dal punto di vista gestionale e operativo fuori Valle con le relative ripercussioni, i benefici di una regionalizzazione di Deval vanno individuati per Rollandin “nel mantenimento ai livelli attuali e nel miglioramento del servizio di distribuzione in termini di efficienza e funzionalità, nella garanzia di un sistema efficace e tempestivo nei casi di interventi per guasti, nella presenza sul territorio di referenti politici e operativi a cui rivolgersi, e da ultimo, nei limiti posti dalle normative vigenti, nella possibilità di una gestione più flessibile delle politiche tariffarie".

La valutazione del pacchetto azionario non è stato determinato. I dati forniti da Finaosta nel 2005, fissano dai 37 ai 41 milioni di euro il valore patrimoniale del 51% delle azioni di proprietà dell'Enel. "Oggi il valore e il prezzo di cessione del pacchetto azionario andranno eventualmente determinati in modo aggiornato – ha aggiunto Rollandin – Al momento, quindi, non ci sono intendimenti definiti per quanto riguarda le modalità di finanziamento dell'acquisizione del pacchetto azionario di proprietà dell'Enel".



Per Tibaldi, che ha evidenziato le perplessità della ipotizzata regionalizzazione di Deval “il fatto certo è che Enel non sembra intenzionata a cedere la quota di controllo sulla società e lo ha ribadito ancora recentemente al Presidente della Regione.
La proprietà della rete elettrica ha un'importanza strategica, anche se l'eventuale regionalizzazione di Deval non comporterebbe alcun vantaggio tariffario per gli utenti valdostani, visto che i prezzi del vettoriamento elettrico sono fissati unilateralmente dall'Autorità.
Un'opportunità immediata potrebbe invece coglierla chi coltiva l'intenzione di gestire con le solite logiche politiche già applicate in molte altre società partecipate dalla Regione, tra le quali il Casinò e la CVA sono casi eclatanti: in tal modo non si genera alcun giovamento alla comunità, ma solo rendite di posizione personali".

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