Mototurismo: le strade del turismo a due ruote

Nella settimana dello spettacolare Rally della Valle d’Aosta un focus sul turismo in motocicletta. Solo rumore o possibile opportunità turistica?
Luca Pedersoli - Vincitore del 41esimo Rally Valle d'Aosta
Economia

Il successo della kermesse a quattro ruote del Rally ci consente di parlare di un argomento nuovo per questa rubrica: turismo e motori, un altro binomio secondo noi possibile in Valle d’Aosta, certamente, con qualche attenzione all’ambiente.

Per valutare le possibilità che un territorio dispone nei confronti di un determinato target occorre per prima cosa indagare circa i prerequisiti e le relative variabili di successo. Tra i requisiti potremmo annoverare una certa cultura dei valdostani nei confronti dei motori, non sono infatti rare le manifestazioni che coinvolgono auto e moto di ogni genere che si svolgono durante tutto l’anno, alcune di queste anche piuttosto famigerate come il già citato Rally della Valle d’Aosta o la storica Aosta – Gran San Bernardo che si corre ogni anno ad inizio estate.
Per ciò che concerne la variabili di successo per il mototurismo vi sono senz’altro paesaggi, enogastronomia, aria fresca (in estate) ma soprattutto strade. Proprio le strade sono la vera chiave di successo di questo tipo di turismo, così come per il ciclista, il vero viaggio comincia proprio sulla strada.
 
Non è raro trovare blog e forum di appassionati che si scambiamo informazioni sulle caratteristiche della strada, dal manto stradale, alla sicurezza, al numero di curve – elemento quest’ultimo tutt’altro che trascurabile per i centauri. Ma anche in questo mondo vi sono differenze piuttosto notevoli di approccio alla moto. Se l’italiano ama la velocità e la pista, molto più viaggiatore è ad esempio il motociclista tedesco, forse il moto turista per antonomasia. Spesso in sella su grandi moto da viaggio, anche in coppia, inarrestabile ad ogni condizione meteo, è un amante del paesaggio e vive la strada senza eccessi godendosi l’ambiente circostante senza dimenticare l’elevata capacità di spesa di cui dispone.
 
Rispetto ai possibili itinerari in moto la Valle d’Aosta ha senza dubbio una buona dote. Per capirlo è sufficiente osservare il numero di moto che si riversano sulle strade nei weekend estivi, purtroppo non sempre senza conseguenze. Itinerari generalmente molto apprezzati dai centauri sono i valichi, si tratta di strade suggestive, panoramiche e con una buona dote di curve che non guasta mai.
 
Se, come visto, la materia prima non manca, anche in questo caso, così come per tutti i tipi di turismo, chi volesse affrontare l’argomento e specializzarsi deve però riuscire ad offrire un prodotto di qualità garantendo alcuni servizi specifici per il moto turista come ad esempio un garage per la custodia della motocicletta, il giusto spazio per le ingombranti attrezzature, cartine e itinerari stradali. Per chi lo volesse la possibilità di iscriversi a circuiti di hotel e strutture ricettive dedicate a questo mondo e un buon numero di occasioni ed eventi per effettuare promozioni specifiche.
 
Dunque per gli operatori turistici, ancora una volta, grazie allo straordinario territorio che è la Valle d’Aosta, un’altra opportunità interessante di specializzazione. Si tratta solo di accendere i motori e partire.
 
A CURA DU TURISMOK

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