Sui mutui prima casa la Regione sperimenta il contributo in conto interessi

Via libera in Consiglio Valle al disegno di legge. Il contributo, una tantum, verrà sperimentato per cercare di abbattere il tasso di interesse per i privati che hanno ottenuto il mutuo per la prima casa dalla propria banca.
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La sperimentazione sui mutui regionali prima casa può iniziare. Il Consiglio regionale ha approvato oggi all’unanimità il disegno di legge che introduce la misura dei contributi in conto interessi a sostegno della prima abitazione.

Il contributo una tantum, servirà per abbattere il tasso di interesse per i privati che hanno ottenuto il mutuo per la prima casa dalla propria banca.

“L’obiettivo, a tendere, è di offrire le due forme di sostegno attive che possono convivere senza sovrapporsi, in quanto rivolte a target diversi” aveva spiegato nell’annunciare il provvedimento l’Assessore regionale Carlo Marzi.

Dopo lo stop alle domande del gennaio 2020 – “perché era evidente che la situazione era delicata” – il Governo Lavevaz si è trovato con richieste di mutuo inevase per 85,3 milioni di euro (567 pratiche ferme). Le risorse messe in campo negli ultimi mesi hanno portato agli attuali 21,5 milioni di euro (131 domande inevase). “Nelle prossime settimane contiamo di dar risposte con lo stanziamento di 6 milioni di euro ad altre 45 domande”.

Il periodo sperimentale di concessione di contributi in conto interessi a sostegno della prima abitazione è limitato al triennio 2021-2023. La misura sarà erogata in un’unica soluzione anticipata per ridurre il tasso (fisso, ma anche variabile come previsto da un emendamento) di interesse applicato sui mutui bancari, di durata non superiore a trent’anni, per un massimo di un punto percentuale e mezzo.

La Giunta regionale deve ora approvare la delibera applicativa, definendo i requisiti soggettivi e oggettivi per l’accesso all’agevolazione, la spesa massima ammissibile, le percentuali di riduzione del tasso di interesse, il calcolo del valore attuale del contributo concedibile e le modalità procedurali per l’ottenimento e l’erogazione dell’agevolazione. “Si accederà al contributo attraverso una piattaforma che raccoglie già i dati dell’Isee, con controlli a monte”.

L’applicazione della misura determina un onere quantificato in 6 milioni di euro nel triennio 2021-2023, 1,5 milioni dei quali per l’anno 2021, e 2 milioni 250mila sia per il 2022, sia per il 2023.

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