Presentato a Confindustria VdA il piano ‘Ambrosetti ‘ per il rilancio industriale

Azioni, scenari e i primi passi di attuazione della strategia di rilancio e sviluppo industriale contenuti del Piano strategico sono stati presentati dalla Regione a Confindustria. In 7 anni 180 milioni da ripartire al 50% tra pubblico e imprenditori.
Giuseppe Bordon, presidente Confindustria Valle d'Aosta
Economia
La sburocratizzazione delle procedure, la facilitazione di accesso delle imprese ai finanziamenti e alle opportunità date dalla legislazione vigente, una maggiore fluidità per regolare i rapporti tra imprese e amministrazione pubblica con lo strumento del “contratto di insediamento”, agevolazioni rivolte alle imprese che già operano in Valle d’Aosta grazie ad un abbassamento del costo di locazione degli spazi, la scelta di investire in modo strutturale nella ricerca e nell’innovazione tecnologica per la sostenibilità del settore nel tempo. Sono queste alcune azioni previste dal "Piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio", curato dalla società internazionale di consulenza strategica “The European House – Ambrosetti” nell’ambito del progetto “Sviluppo Industriale sistema Valle d'Aosta” dell'Assessorato regionale Attività Produttive e Politiche del Lavoro già in essere da alcuni mesi e che nel pomeriggio di ieri è stato presentato dall’assessore regionale All'Industria e da Sara Bedin, responsabile del progetto per la società “The European House Ambrosetti” al direttivo di Confindustria Valle d’Aosta.

Le azioni, gli scenari e i primi passi di attuazione della strategia di rilancio e sviluppo industriale del territorio valdostano contenuti nel Piano, con particolare attenzione alla definizione del pacchetto di attrazione di imprese, del contratto di insediamento, della ridefinizione di una politica di sfruttamento delle aree e degli immobili industriali, della pianificazione economico-finanziaria sono stati al centro dell’ìncontro.

Per l’assessore all’Industria si tratta di un piano e di un approfondimento che rappresenta una “rupture” con la precedente politica industriale e che segue una nuova filosofia d’intervento che si fonda su un accordo reciproco tra la Regione e il mondo imprenditoriale per una ripartizione al 50 per cento del piano di investimenti. Per il presidente della Regione, che ha tracciato un bilancio della legislatura a “virtuale passaggio del testimone”, “non c’è mai stato in precedenza un approfondimento scientifico di questo genere”.

Entro il 2015 risorse economiche pubbliche e private per un complessivo di 184 milioni di euro serviranno infatti ad attrarre nuovi insediamenti industriali in Valle d'Aosta con una valutazione delle ricadute macroeconomiche attese legate agli scenari di effettiva innovazione che si prefigureranno. Il “Piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio” in particolare parla di un incremento del Pil in una forbice compresa tra l'1,8 per cento e il 3 per cento. Gli 87 milioni di risorse pubbliche previste per la realizzazione del Piano deriveranno da fondi regionali, statali (Fas) e comunitari (Por competitività e occupazione), la restante parte economica dovrà arrivare dai privati.

A rendere possibile tutto questo sarà il modello di specializzazione produttiva su cui dovrà concentrarsi l’attività di ricerca e innovazione delle imprese. Un modello orientato sulla vocazione industriale valdostana individuata dal Piano e che si focalizza su quattro ambiti di ricerca e sviluppo tecnologico, meglio definiti come “ piattaforme tecnologiche ” prioritarie di specializzazione: tecnologie per il monitoraggio e la sicurezza del territorio; energie rinnovabili e risparmio energetico; salvaguardia ambientale e ripristino ecosistemi; elettronica, microelettronica, microrobotica e meccatronica.
Il modello di trasferimento tecnologico ottimale, ovvero quello sul quale dovranno impostarsi le prossime iniziative, è quello definito “ Progettuale orientato alla domanda ”: la predisposizione di progetti e bandi farà perno sulla domanda di innovazione e ricerca derivante direttamente dalle imprese, con l’intento di favorire l’aggregazione di imprese, centri di ricerca e università per la presentazione di idee progettuali comuni, ad elevato contenuto innovativo e tecnologico, coerenti con la vocazione della Regione e in competizione per l’accesso a risorse e finanziamenti pubblici.  

Giuseppe Bordon, presidente di Confindustria Valle d'Aosta ha parlato delle difficoltà che il mondo produttivo valdostano ha incontrato in questi anni dopo la chiusura del Traforo del Monte Bianco e l'alluvione del 2000 “solo ora ci stiamo riprendendo". Bordon ha poi evidenziato la necessità di “sviluppare maggiormente aziende di certe dimensioni, non c’è stato ancora un ricambio con quelle che hanno chiuso”. Sul piano della Formazione, ritenuta fondamentale su più fronti, il presidente di Confindustria ha parlato di percorsi che si è cercato di attivare con le scuole e del ripensamento che occorre fare sul ruolo di Projet Formation “si sta parlando di una sua trasformazione in società in house, ma questo vorrebbe dire chiuderlo alle imprese". Sulla politica degli insediamenti industriali, Confindustria ha chiesto un confronto sulla questione dei canoni di affitto: "non possiamo pensare che affittare un'area in Valle d'Aosta possa costare quanto a Milano" e sul tema della Camera di Commercio ha aggiunto “noi avevamo detto di non farla, ora siamo in mezzo al guado e dobbiamo andare avanti”.

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