Qualità senza quantità: il bilancio dei viticoltori valdostani alle prese con la vendemmia

Le prime a essere raccolte sono state le uve per la spumantizzazione, normalmente mature attorno alla prima decade di settembre ma quest’anno pronte con un anticipo di quasi venti giorni.
La vendemmia
Economia

Dalla bassa alla media Valle, i viticoltori nostrani si apprestano ad avviare la vendemmia con più di due settimane di anticipo rispetto alle passate stagioni. Temperature torride e precipitazioni scarse hanno comportato un moderato calo nella produzione generando tuttavia frutti di qualità maggiore grazie alla mancanza di umidità che ha scongiurato l’insorgenza di possibili malattie fungine riducendo la quantità di trattamenti cui le piante sono state sottoposte nei mesi scorsi.

La vendemmia precoce

Secondo le prime stime, appurabili con certezza unicamente alla fine del periodo della vendemmia, circa l’80% delle varietà di uva hanno subito una accelerazione nella maturazione che le porterà a essere raccolte entro la fine del mese di ottobre.

“Il clima già di per sé poco piovoso della regione, ricca di acqua derivante dallo scioglimento dei ghiacciai, è stato quest’anno azzerato da una estate caldissima e scarsa di precipitazioni che ha portato ad anticipare la maturazione del grappolo e, a catena, tutto il processo che dalla coltivazione raggiunge la vinificazione – spiega il presidente del Consorzio vini Valle d’Aosta, Stefano Di Francesco -. Questo spiega perché le prime a essere state vendemmiate sono state le uve a base spumante, che necessitano di una acidità elevata che altrimenti sarebbe andata perduta, immediatamente seguite dalle altre tipologie che, se non raccolte, rischierebbero di rovinarsi in termini di giusto equilibrio tra acidità e grado alcolico che contraddistingue la produzione nostrana”.

Stefano Di Francesco
Stefano Di Francesco

Una maturazione completa

Se in una nota datata martedì 16 agosto Giulio Corti della storica cantina “Les Crêtes” annunciava di aver avviato la raccolta della base spumante di uve a bacca bianca descrivendole come “sane qualitativamente ottime” e pronosticando “una leggera crescita dei quantitativi”, non dissimile è la situazione dell’azienda “Grosjean”, che già dalla prossima settimana precede di cominciare la vendemmia di bianchi e rossi per Chardonnay e moscati.

“Fortunatamente il preoccupante anticipo da cui siamo stati minacciati sino al mese di giugno è stato in un certo senso bloccato dal caldo eccessivo che ha mandato le piante in riposo e ha permesso loro di completare e concludere perfettamente il loro ciclo con il recente abbassamento delle temperature – osserva il titolare Simon Grosjean -. Avendo già programmato la carenza idrica grazie ad alcuni importanti interventi svolti negli anni passati quali l’installazione di un impianto di irrigazione goccia a goccia e la creazione di appositi bacini idrici, la media quantitativa della nostra produzione si attesta sugli ultimi cinque anni e, anche se la calura estrema non è affatto salutare per i vini valdostani, la nostra resa qualitativa è potuta emergere con le giornate più fresche della fine di agosto”.

La vendemmia
La vendemmia

La conta delle perdite

Salvati dalla minaccia idrica grazie alla capacità di svilupparsi tramite la sola irrigazione di soccorso e non quotidiana, i vitigni della regione hanno comunque dovuto subire le ripercussioni delle misure adottate da Comuni e consorzi per la preservazione dell’acqua riducendo la propria crescita vegetale e, conseguentemente, anche l’aspetto stesso del frutto.

“Inutile negare che la stagione sia partita nel peggiore dei modi con l’impattante grandinata che, martedì 28 giugno, ha rotto tralicci e distrutto grappoli, immediatamente seguita dal periodo di siccità che ci ha portati ad avere acini piccoli e dotati di meno polpa a causa dello stress idrico nonché a registrare una perdita stimata attorno al 30% – racconta Luciano Zoppo Ronzero dell’azienda agricola “Pianta Grossa” di Donnas, che prevede di iniziare la propria lunga vendemmia già nei primi giorni di ottobre -. La sezione dei vigneti ubicata a ovest è stata in linea generale la più colpita ma le nostre piante, tra i quaranta e i cinquanta anni di età, paiono da una campionatura pre-vendemmiale aver raggiunto un grado zuccherino importante che le rende un’annata di alta qualità”.

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