“Non c’è mercato, non ci sono i numeri né le potenzialità”. Paola Gottardi, direttore della Confesercenti, guarda al panorama locale della media distribuzione con diffidenza e contrarietà, soprattutto per le ripercussioni su un tessuto commerciale in crisi, e alla luce del fiorire di grossi centri e di altri che apriranno, ma con quali pro? Sull’occupazione? Il tema dei supermercati torna d’attualità, di nuovo, e questa volta a determinare la discussione e le riflessioni è la nascita di un futuro punto Conad a Sarre, dove già insiste un piccolo punto della stessa catena ma di proprietà privata. La Confesercenti, così come le segreterie sindacali e i piccoli commercianti hanno le antenne dritte. Da più parti si chiede un tavolo allargato tra Regione, Celva, parti sociali, associazioni imprenditoriali per intervenire su una questione scoperta sulla quale vi è un vuoto legislativo.
Sull’ultimo numero di “Détaillants Montagnards” la rivista della Confesercenti diretta da Flavio Martino si evidenzia ancora una volta come “questi nuovi insediamenti intervengono in un mercato saturo ed in flessione e non producono, quindi, ne’ ricchezza e tantomeno occupazione – dice Gottardi – Quello che sta venendo meno, secondo la nostra associazione, è lo spirito della Legge Regionale 12/98 (che recepiva il famoso decreto “Bersani” di liberalizzazione del commercio) la quale si poneva l’obiettivo di mantenere un equilibrio ed una pluralità di presenza tra piccola, media e grande distribuzione, sia nell’interesse degli esercenti che dei consumatori”.
Una presa di posizione arriva anche dai sindacati contro il fiorire selvaggio di nuovi supermercati nella periferia del capoluogo, in particolare dopo l’annuncio dell’ennesima apertura a Sarre. Le segreterie regionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Savt Turismo e Uiltucs si sono dette preoccupate per la probabile apertura di un nuovo supermercato e per le possibili conseguenti ricadute negative sul settore e per questo chiedono al Celva di intervenire. Per i sindacati di categoria l’operazione “vanificherebbe i presupposti sanciti nell’incontro avvenuto il 12 gennaio scorso, tra le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti del Celva, nel corso della quale è stata evidenziata la necessità di vietare ulteriori insediamenti di centri commerciali, in particolare nel comune di Aosta e zone limitrofe per la saturazione del mercato, e di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti”. Per questo i sindacati sollecitano il presidente del Celva a promuovere “come già concordato” un incontro tra gli uffici competenti della Regione e i sindaci dei comuni valdostani per fare il punto sulla situazione. “Se da un lato, questi insediamenti hanno favorito la concorrenza, fungendo da calmiere dei prezzi al consumatore – hanno dichiarato – dall’altro hanno messo in crisi gli esercizi minori nel centro urbano, modificando la stessa struttura sociale”.
Per Paola Gottardi bisogna trovare nuovi strumenti normativi di regolazione perché “sono le medie strutture che riescono a fuorviare la legge regionale 12-98 che recepiva la legge Bersani. In questi due anni ne sono cresciute molte in Valle e ogni Comune porta avanti un po’ la sua politica su questo fronte”.
Gli fa eco Piero Epiney del Savt-Commercio: “Non siamo contro l’apertura di nuove realtà ma siamo contro le aperture selvagge che non portano lavoro in realtà, soprattutto in contesti già saturi dove creano destabilizzazione. Ci sono persone che lasciano la propria attività per entrare a lavorare nei supermercati per poi restare a casa dopo la scadenza del primo contratto che non viene rinnovato, il mercato è d’altronde quel che è, e la clientela si suddivide non cresce”.
Il 3 maggio alle ore 21 nella sede del CSV di Aosta è in programma una serata i cui messaggio è chiaro nel titolo “Stop! Ai centri commerciali fuori legge!”, l’iniziativa è del Movimento Cinque stelle e l’incontro, tra l’altro, vuole illustrare gli “abusi e quali interessi ci sono sotto” anticipa il Movimento in una nota che lancia la serata “Analizzeremo le recenti nuove aperture (Pittarello Conad ecc.) e le prossime”.

