Sindacati: l’accorpamento delle stazioni forestali è “azzardato” senza un progetto organico

Le OO.SS chiederanno un nuovo incontro al Presidente della Giunta Regionale in merito all’accorpamento delle Stazioni di Pré-Saint-Didier con Morgex e di Pont-Saint-Martin con Pontboset. "Servono soluzioni più effecaci, troppe perplessità"
Economia
Cgil, Cisl e Uil esprimono forti perplessità sul provvedimento della Giunta regionale in merito all’accorpamento delle Stazioni di Pré-Saint-Didier con Morgex e di Pont-Saint-Martin con Pontboset e per questo motivo hanno dato mandato alle OO.SS. di chiedere un nuovo incontro al Presidente della Giunta Regionale al fine di aprire una costruttiva discussione che, anche alla luce delle riflessioni emerse nel corso dell’assemblea con il personale del Corpo forestale nei giorni scorsi, possa trovare soluzioni più efficaci, attraverso un progetto complessivo di razionalizzazione delle risorse del Corpo, sia per l’utenza che per i lavoratori.
 
Il tema è stato oggetto di un incontro tra il personale del Corpo Forestale della Valle d’Aosta e i sindacati. “Parlare di ottimizzazione in assenza di un progetto organico di razionalizzazione delle risorse umane e strumentali pare un azzardo – scrivono in una nota Cgil Cisl e Uil –  tenuto anche conto che le 4 Stazioni interessate sono fra le poche a non avere problemi di organico e che il loro accorpamento creerebbe delle macrorealtà di difficile gestione, con un inevitabile pregiudizio dell’attività del Corpo, sia in termini di presenza sul territorio che di mantenimento dei servizi all’utenza”.

A dar ragione alle perplessità del personale interessato, secondo i sindacati, sarebbe inoltre l’assenza di una pianta organica di dettaglio. “Se all’accorpamento delle Stazioni interessate dovesse poi seguire il già più volte ventilato trasferimento di alcune unità verso altre realtà del Corpo – scrivono ancora i sindacati –  in assenza di una pianta organica di dettaglio e, soprattutto dell’approvazione del nuovo Regolamento, ancor più comprensibili risulterebbero le perplessità del personale, tenuto anche conto del fatto che tali provvedimenti sarebbero assunti prima di reintegrare, attraverso nuovi concorsi, la ormai storica carenza di personale (si parla di circa 24 unità) del C.F.V. che, come poche altre realtà, risulta escluso dalle norme sul blocco delle assunzioni”.

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