Tutti ciclisti? Bonus e contributi spingono l’e-bike in Valle d’Aosta. 2500 rimborsi nel 2020

Nel 2020 sono state presentate 2476 domande per acquisti e 16 per leasing o noleggio, a valere sulla legge regionale sulla mobilità sostenibile. Oltre 2000 domande, l'81% circa, sono state presentate per l'acquisto di bici a pedalata assistita. Dal 1° gennaio riaperte le domande per il 2021.
Bici elettrica
Economia

Bisognerà forse aspettare qualche anno per capire se la legge regionale sulla mobilità sostenibile ha avuto gli effetti sperati sul traffico urbano, trasformando il capoluogo regionale in una piccola Amsterdam. Nel primo anno di applicazione in Valle d’Aosta c’è stata una vera e propria corsa all’acquisto di biciclette elettriche, tanto che con la fine del lockdown primaverile era un’impresa trovare dai rivenditori valdostani la disponibilità di mezzi a pedalata assistita.

In attesa di vederli anche sfrecciare sulle piste ciclabili – il Comune di Aosta è per ora alla progettazione esecutiva – ,  a raccontare quest’esplosione improvvisa di ciclisti sono i numeri delle domande presentate in Regione, per accedere ai contributi stanziati dalla legge regionale. Nel 2020 sono arrivate 2476 domande per acquisti e 16 per leasing o noleggio.

Delle 2476 domande 2064 hanno trovato copertura nei fondi stanziati, mentre 412 erano state istruite ma non finanziate per esaurimento delle risorse. Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha dato corso al pagamento delle domande giacenti del 2020.

Il 95% delle istanze sono state presentate da soggetti privati, che hanno finora ricevuto 1,4 milioni di euro circa, mentre il 5% da soggetti esercenti attività economica, ad esempio Partite Iva, a cui sono andati 550mila euro. Nessun comune valdostano si è invece fatto avanti per rinnovare il proprio parco auto, nonostante un contributo fino a 15mila euro.

Oltre 2000 domande, l’81% circa, sono state presentate per l’acquisto di bici a pedalata assistita. La legge regionale prevede contributi pari al 50% della spesa ammissibile, nella misura massima di 700 euro.  270 circa, l’11%, le domande invece per l’acquisto di veicoli a bassa emissione come auto e moto. I contributi concessi sono pari, al massimo, al 25% della spesa ammissibile e comunque per un importo non superiore: a 6mila euro a veicolo per privati (per un costo massimo di acquisto di 60mila euro), non esercenti attività economica, 10mila euro per privati esercenti attività economica non attinente al trasporto di passeggeri, 15mila euro per privati che esercitano attività legate al trasporto passeggeri.
170 domande circa per l’acquisto di monopattini elettrici o altri mezzi di micromobilità (contributo massino fino a 300 euro).  Infine 24 le richieste di contributo per l’acquisto e installazione di stazioni di ricarica domestiche per veicoli elettrici (contributo fino a 1000 euro). Il 66% circa delle domande sono arrivate da residenti nei comuni della Media Valle, il 15% della Bassa Valle e il 18% dell’Alta Valle. Infine il 72,4% degli acquisti è stato fatto presso rivenditori valdostani, mentre il 27,6% si è rivolto fuori Valle o ha comprato online.

Oltre a questi contributi, gli aspiranti Coppi e Bartali valdostani hanno avuto accesso nei mesi scorsi ai 500 euro, previsti dall’ultimo pacchetto di misure anticrisi varato dalla Regione, per dare risposte ai valdostani che non risiedevano nel comune di Aosta, già destinatari del bonus bici, sempre di 500 euro, previsto a livello nazionale.

Per il 2021, la legge regionale sulla mobilità sostenibile, mette a disposizione 1 milione e 950 mila euro. Le domande possono essere presentate, fino al 31 ottobre, a Dipartimento trasporti tramite pec (trasporti@pec.regione.vda.it) e a mano e previo appuntamento telefonico presso gli uffici siti in Località Autoporto, 32 a Pollein.

0 risposte

  1. Ve lo descrivo io lo scenario: tutti in auto fino in montagna con le bici a pedalata assistita in macchina, giretto sui sentieri, si ricaricano le bici in auto e si riscende a valle.
    Risultato? Bici figa quasi gratis, traffico invariato in città perché in settimana tutti si recheranno al lavoro in macchina esattamente come prima.
    E, ovviamente, 90enni residenti in città con ebike intestata dal figlio/nipote che vive in qualche altro comune solo per avere il massimo del bonus.
    Anche se siamo in Valle siamo pur sempre in italia, e se c’è da mungere… il nostro estro è imbattibile.
    Per rendere il traffico sostenibile in città avrebbero dovuto mettere un limite a prezzo e tipologia di ebike (es. non indicativo: city bike o cargo bike per un prezzo max 1000-1500€).

    Just my two cents

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