Anche dal Comune di Aosta vicinanza alla redazione de “La Stampa”

Il sindaco Rocco e la vicesindaca Fadda manifestano “profonda preoccupazione per il destino” della testata del gruppo Gedi ed esprimono vicinanza alla redazione valdostana del quotidiano.
prima pagina stampa 11 dicembre
Lavoro

Sulle notizie riguardanti la trattativa per la cessione del gruppo editoriale Gedi intervengono anche il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, e la vicesindaca con delega alla comunicazione, Valeria Fadda, esprimendo – a nome dell’amministrazione comunale – vicinanza alla redazione valdostana de “La Stampa”, in stato di agitazione come i giornalisti dello storico quotidiano torinese, per l’incertezza sul futuro del giornale.

“L’informazione – dichiarano – è presidio di libertà e di democrazia: al tempo stesso garanzia per i cittadini e pungolo per chi amministra la cosa pubblica. Per questo motivo esprimiamo profonda preoccupazione per il destino de “La Stampa”, e siamo vicini a tutti i giornalisti e alle giornaliste che, con il loro lavoro, permettono quotidianamente, da decenni, alla comunità di conoscere e interpretare quanto avviene nella nostra regione, in Italia e nel mondo”.

Vendita di Gedi: sindacati e Testolin esprimono solidarietà e chiedono garanzie

11 Dicembre 2025, Ore 14.22

Forte preoccupazione per una cessione che, denunciano, rischia di mettere a repentaglio non solo i posti di lavoro ma anche il pluralismo dell’informazione in Italia viene espressa in una nota dall’Associazione Stampa Valdostana assieme all’Associazione Stampa Subalpina e all’Associazione Ligure Giornalisti sulla vendita annunciata da Gedi delle testate del gruppo. 

Secondo i sindacati, l’attuale proprietà del gruppo sembra voler “dismettere purché sia”, senza tutelare i lavoratori né assicurare piani credibili di sviluppo industriale. Una scelta che si inserisce nel più ampio processo di smantellamento del gruppo editoriale, iniziato con altre cessioni importanti e ora arrivato alle testate La Repubblica, La Stampa, Huffington Post, Limes e alle radio del gruppo.

Accanto ai giornalisti piemontesi, liguri e valdostani – compresi i freelance, “sempre più indispensabili per garantire l’uscita in edicola” – arriva anche il sostegno delle istituzioni. Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, ha espresso “solidarietà e vicinanza” alla redazione, ricordando come La Stampa rappresenti “un patrimonio dell’intero Paese, profondamente radicato nel Nord Ovest”.

Testolin invita istituzioni, imprese e società civile ad attivarsi “con puntualità” per aprire un tavolo di confronto capace di favorire nuove soluzioni editoriali e alleanze che permettano al quotidiano di restare sul territorio, mantenendo al contempo un profilo autorevole a livello nazionale.

A queste voci si aggiunge anche il Partito Democratico della Valle d’Aosta, che nell’esprimere “massima solidarietà” a giornalisti e lavoratori e lancia un allarme sulla tenuta delle sedi locali: “Senza informazione territoriale libera e autorevole, le nostre comunità diventano più fragili”.

3 risposte

  1. Se questi organi di disinformazione e mera propaganda chiudono personalmente non piango neanche mezza lacrima, anzi ne gioisco. Son utili solo a servire il potere fino a quando questo pensa che serva, visto che sempre meno gente legge i giornali, visto che la Fiat (o Stellantis) oramai in Italia sta smantellando tutto, non gli serve neppure più una cintura di trasmissione tra loro e il governo di turno e/o degli organi di stampa che nascondano e sostengano le loro malefatte. Oltretutto Elkann e i dirigenti degli ultimi anni hanno solo fatto danni, quest’ultimo danni inenarrabili e irreversibili, hanno preso i nostri soldi per decenni e son scappati all’estero. Italia è in svendita. La razza padrona si è trasdormata in razza ladrona.

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