Il vallone dell’Urtier è pronto a riavere il suo rifugio. Quest’estate riapre infatti, dopo ben 5 anni, il Rifugio Sogno di Berdzé, chiuso dal 2021 dopo due stagioni difficili dovute al Covid, e da allora rimasto senza gestori. Ora, finalmente, ci siamo: la famiglia Berger, proprietaria della struttura, ha infatti scelto la famiglia Paciello per riaprire le porte della struttura di Cogne.
Sarà una gestione giovane: Ilele Paciello ha 21 anni, il co-gestore, Giacomo Lucchetti, ne ha 26, la cuoca meno di 30. Ad aiutare la giovane di Verrayes ci saranno i genitori Paolo Paciello e Katia Massari, che hanno un’azienda agricola e producono pane. “Da sempre siamo appassionati di montagna e rifugi, io ho lavorato al Guglielmina in Valsesia 25 anni fa e proprio per quello avevo scelto di lasciare Milano, mentre mia figlia ha fatto diverse stagioni al Fallère e all’Alpenzu”, spiega Paolo Paciello. “Il nostro sogno era gestire il Rifugio Barbustel, sempre della famiglia Berger con cui abbiamo un rapporto splendido, ma quando ad ottobre ci hanno proposto il Sogno di Berdzé non abbiamo potuto rifiutare. Abbiamo chiesto a Ilele, che stava facendo un viaggio in Asia, se se la sentisse ed ha accettato con gioia. In questi inizi le daremo una mano, da un lato è un rifugio “comodo”, nel senso che ci possiamo arrivare in macchina, c’è la caldaia, i generatori, e la proprietaria vuole installare i pannelli solari. Ma è anche una sfida a cui ci siamo affezionati: il rifugio è in alto, a quota 2.526 m, ed è chiuso da molto, ma la vallata è meravigliosa e la popolazione di Cogne ci ha già accolti con grande entusiasmo”.

Lo stesso sindaco Denis Truc si è detto “molto felice che riapra il Sogno di Berdzé, terzo rifugio del nostro territorio insieme a Sella e Grauson: sarà un punto di appoggio molto importante per la frequentazione del vallone dell’Urtier, molto sfruttato soprattutto in bici”.
Nel 2019 il rifugio aveva subito un incendio che aveva coinvolto l’impianto elettrico. Ora, a causa della chiusura prolungata, i lavori da fare non mancheranno, tra impiantistica, caldaie da sostituire, pareti da imbiancare, ecc. “Al momento c’è ancora parecchia neve, ma nei prossimi giorni cercheremo di salire insieme agli artigiani per pianificare i lavori e cercare di portarci avanti il più possibile”, continua Paolo. “Ci piacerebbe aprire verso fine giugno o inizio luglio, ma tutto dipenderà da questi fattori”.
Il Rifugio Sogno di Berdzé ha 74 posti letto, con una camerata da 24 e camere da 8, 4 e 2 posti letto. La cucina sarà “semplice, da rifugio, e consapevole, il più etica possibile, attenta al biologico per quello che si potrà, con vini e prodotti locali”.
Il rifugio, inaugurato nel 2003, è una tappa molto apprezzata soprattutto da chi va in mountain bike – normale o elettrica – perché raggiungibile da Lillaz in circa un’ora e mezza lungo una strada interpoderale facile ma lunga (sentiero 10), con poco più di 800 metri di dislivello. Per gli escursionisti la stessa strada è percorribile in tre ore e mezza a piedi, oppure si può arrivare, con una durata simile, dall’Alta Via 2 (sentiero 13) da Lillaz passando dall’alpeggio Goilles inferiore, attraversando un bosco di larici e passando dal casotto del Parco di Teppe Lunghe prima di ricongiungersi con la poderale. Si può raggiungere il rifugio anche da Champorcher, dall’alpe Dondena (sentiero 7), passando dal Rifugio Miserin e dalla Finestra di Champorcher.
