Incidenti, uno su due per alcol e droga. In arrivo ‘giro di vite’

L'identikit del guidatore-tipo coinvolto in un sinistro: maschio, quarantenne, 'annebbiato' una volta su due da sostanze stupefacenti. In commissione Trasporti una pdl bipartisan 'che introduce il principio della tolleranza zero'.
News Nazionali
Milano, 15 dic. (Adnkronos/Ign) – Maschio, quarantenne, 'annebbiato' una volta su due da sostanze stupefacenti assunte da sole o in cocktail. Alcol e cocaina in primis. Questo l'identikit del guidatore-tipo coinvolto in un incidente stradale, secondo un'indagine condotta a Milano dal Trauma team dell'ospedale Niguarda, con la collaborazione della polizia locale. I risultati della ricerca, che da marzo a settembre ha coinvolto 74 conducenti di auto o motocicli, sono stati illustrati oggi a Niguarda in occasione del convegno 'Trauma update. Incidenti stradali: dalla prevenzione alla riabilitazione'.
Nell'Aula magna della struttura meneghina esperti italiani e stranieri a confronto su un modello di assistenza integrata che nella Penisola riguarda oggi 5 Trauma center ospedalieri, ma che consente di azzerare le morti evitabili.
Il 'peso' di alcol e droghe quali cause all'origine degli incidenti stradali, dalle cosiddette stragi del sabato sera agli schianti infrasettimanali, "ha un'importanza di gran lunga superiore a quanto si possa immaginare", assicura il direttore del Trauma team di Niguarda, Osvaldo Chiara. "Da un lato servono interventi di educazione – sottolinea l'esperto – ma dall'altro occorre potenziare lo strumento dei controlli".
 
Un appello al quale si unisce Domenico Musicco, legale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. "Nel nostro Paese si esegue ogni anno un milione di alcoltest, contro i 10 milioni della Francia – rileva – e il numero di narcotest è di gran lunga inferiore". Risultato: "Fino a qualche tempo fa ogni guidatore aveva solo una probabilità ogni 127 anni di essere fermato per un controllo – calcola – mentre oggi siamo a una ogni 74 anni".
Nell'indagine milanese, spiega Chiara, "tutti i conducenti che venivano ricoverati in seguito a un incidente stradale sono stati sottoposti ai test per valutare i livelli di alcolemia e l'eventuale assunzione di una o più droghe". Circa "il 50% del campione è risultato positivo", riassume lo specialista. In particolare, "il 20-22% aveva assunto soltanto alcol – puntualizza – il 20% solo droga (soprattutto cocaina) e il 15% alcol e droga in mix". In generale, "il 70% dei guidatori analizzati era maschio e l'età media del campione era 39 anni". Dati in linea con quelli dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. "Circa il 40% dei conducenti che vengono sottoposti ad alcoltest o narcotest nel nostro Paese risulta positivo all'assunzione di alcol o droga", riferisce Musicco.
 
Intanto, la commissione Trasporti della Camera sta lavorando ad una proposta di legge "bipartisan". Ad illustrarla il presidente della commissione Trasporti di Montecitorio Mario Valducci, a margine del convegno organizzato dal Centro europeo trasporti sullo sviluppo delle reti transeuropee. "E' una proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol. Chi guida non beve e chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite anche rispetto agli attuali limiti consentiti". Questa proposta, che Valducci spera venga varata a fine gennaio dalla Camera, si tradurrà "in un modifica al Codice della strada".
 
Particolarmente pesanti, ha preannunciato, saranno poi le sanzioni: "Pensiamo – ha detto Valducci – a un inasprimento progressivo, che può andare dalla sospensione della patente per sei mesi fino al definitivo ritiro".

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