Niente quorum, flop referendum. Lega: ‘Per noi è un’altra vittoria’

La consultazione non è valida. Ma chi ha votato ha scelto il 'sì'
News Nazionali

Roma, 22 giu. (Adnkronos/Ign) – Referendum verso il fallimento. Il dato quasi definitivo delle 15, a seggi chiusi, indica un'affluenza intorno al 21%, ben lontana dal '50% più uno' necessario perché la consultazione sia valida.

A spoglio appena avviato (alcune migliaia di sezioni su oltre 61mila), prevale con l'80% circa il 'SI'' sui primi due quesiti (sui premi di maggioranza alla Camera e al Senato). I voti a favore dell'abrogazione toccano quota 90%, sempre dato parziale, per il terzo quesito relativo alle candidature in più circoscrizioni.

Esulta il Carroccio insieme all'Udc. ''Visto il risultato che si sta profilando, possiamo dire che questa è un'altra vittoria per la Lega'', afferma il ministro per la Semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega Roberto Calderoli. Per il leader centrista Pierferdinando Casini l'esito della consultazione rappresenta la fine del bipartitismo.

Secondo la terza carica dello Stato Gianfranco Fini, "c'è da chiedersi perché il cittadino non creda più a questo strumento referendario". "Io credo, in primo luogo, che questo avvenga – aggiunge – perché i quesiti sono troppo tecnici e i cittadini non sempre li comprendono a pieno. In secondo luogo credo che rinunciare a partecipare sia sinonimo di una certa stanchezza nei confronti del dibattito politico, nei confronti del funzionamento della democrazia, e questo ci deve fare riflettere tutti. L'esito di questo referendum, mi spiace dirlo perché ero fra i promotori, era abbastanza prevedibile".

Per Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, "l'istituto referendario rischia purtroppo di essere morto e sepolto. Chiunque voglia salvaguardarlo per il futuro deve pensare a una profonda riforma dell'istituto".

Il mancato raggiungimento del quorum "è una buona notizia'' per il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti. ''I cittadini non hanno approvato né la pessima legge elettorale (il cosiddetto porcellum) né un suo peggioramento, attraverso l'estremizzazione dei suoi difetti". Ora "il fallimento di questo referendum, che proponeva l'instaurazione di un bipartitismo coatto, consegna di nuovo al Parlamento il problema di un'ampia intesa per modificare la legge elettorale''.

La vicepresidente del Senato Emma Bonino osserva: ''Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?''.

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