Acquisizione di Deval: “Entro fine anno assenso Antitrust”

Dopo lo stop forzato all’acquisizione di Deval e Vallenergie da parte di Cva, la Regione ha avviato un confronto con l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per cercare di sbloccare la situazione.
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Politica

Dopo lo stop forzato all’acquisizione di Deval e Vallenergie da parte di Cva, la Regione ha avviato un confronto con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per cercare di sbloccare la situazione.

“Il provvedimento ha suscitato qualche perplessità – ha spiegato il presidente Rollandin, rispondendo oggi in Consiglio a una interpellanza sottoscritta da Alberto Bertin e Roberto Louvin (Alpe) – in particolare per quanto riguarda la parte dell’operazione relativa all’acquisizione di Deval, atteso che il provvedimento, nelle Valutazioni dell’operazione, dice espressamente che nel mercato della distribuzione di energia elettrica dei circa settanta comuni valdostani, l’operazione in esame determinerà la mera sostituzione del monopolista locale che previamente svolgeva tale attività nei diversi ambiti territoriali interessati (Deval) con l’impresa acquirente (Cva)’.

Il nodo della questione, in particolare, riguarda gli sconti sulla componente elettrica. “Abbiamo fatto degli approfondimenti – ha continuato Rollandin – sottoponendo all’Autorità una proposta di modificazione di queste modalità che risponde alla richiesta di rimuovere gli ostacoli alla contendibilità dei mercati valdostani della vendita al dettaglio dell’energia elettrica”.

Rollandin ha quindi annunciato che la Giunta presenterà al Consiglio regionale una proposta di legge di modifica della legge 4/2010, “in modo da ottenere entro la fine dell’anno in corso l’assenso dell’Autorità al prosieguo dell’operazione di acquisizione di Deval e Vallenergie da parte di Cva”. Infine, è intenzione della Giunta affidare a una società ad hoc la gestione degli sconti praticati ai valdostani sui costi di produzione di energia idroelettrica.

“E’ importante però – ha replicato, Roberto Louvin – che non si crei in Valle d’Aosta una nicchia ingabbiata ma che ci sia libertà di mercato”.

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