La firma di oggi, martedì 9 marzo, mette fine ad un lungo percorso, non poco travagliato. Ora si può dire come, seppur in ritardo rispetto alle altre regioni italiane, anche la Valle d'Aosta abbia il suo Piano di Zona, ovvero lo strumento, previsto dalla legge nazionale 328 del 2000, che regola le prestazioni, gli interventi e i servizi in campo socio-sanitario.
Nella sede del Consorzio BIM, ad Aosta, Albert Lanièce, Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Elso Gerandin, Presidente del CELVA, Giuliana Ferrero, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, Fabio Martini dell'Azienda Usl, Andrea Borney, per il volontariato e Luigi Cerise per la cooperazione sociale hanno siglato l'accordo di programma per l'adozione del Piano di zona 2009/2011.
Il documento del Piano di Zona è frutto di un articolato processo che si è avviato già dal 2007 con la partecipazione di diversi soggetti. Oltre 78 gli incontri sul territorio e quasi 600 i partecipanti per discutere e tentare una programmazione dei servizi partecipata su temi come i minori, gli adulti, gli anziani e la famiglia.
Tra i soggetti coinvolti, oltre alle istituzioni, anche la cooperazione sociale e il volontariato. "Il mio auspicio – ha dichiarato Andrea Borney, presidente del CSV onlus – è che questo percorso non finisca qui si continui a lavorare con questa nuova modalità condivisa di lettura e di risposta ai bisogni del territorio".
Secondo i programmi, ora il Piano di Zona entrerà in una fase pratica grazie alle risorse finanziarie messe in campo. Potrà contare su 1 milione 800 mila euro per tre anni: 900 mila stanziati dalla regione e altrettanti dai Comuni. "Questi soldi saranno spesi per il bene delle nostre comunità – ha spiegato nel suo discorso Elso Gerandin – e serviranno a finanziare per progetti innovativi e per potenziare i servizi dedicati alle persone".
