Alpe contro gli ex alleati Pd e Uvp: “Per loro è meglio andare con Uv e Sa”

"Alpe rimane coerente al mandato ricevuto dai suoi elettori" scrive il Presidente Piero Floris. Smentisce invece l'esistenza di accordi tesi all'allargamento di maggioranza, Alessia Favre, Presidente di Uvp. "Nessuno ha parlato di embrassons-nous. "
Il Presidente di Alpe Piero Floris
Politica

"Alpe rimane coerente al mandato ricevuto dai suoi elettori e ribadisce l’importanza di una politica alternativa a quella condotta da Uv e Stella Alpina". Non si è fatta attendere molto la riposta di Alpe alla nota congiunta di Uv, Uvp, Stella Alpina e Pd.

"Ieri 15 gennaio Alpe ha inviato una richiesta d’incontro a Uvp e Pd per discutere di alleanze e programmi per le prossime elezioni comunali – scrive in una nota il Presidente del Galletto, Piero Floris –  Oggi, con il comunicato congiunto con le forze della maggioranza, ci è arrivata la risposta. Per loro è meglio andare con Uv e Sa". In attesa di analizzare la situazione emersa nelle ultime ore, nel direttivo che si riunirà lunedì sera, Floris chiude lapidario "Un grande embrassons nous annunciato".

A commentare l’evoluzione della situazione politica sono anche i consiglieri di Alpe su Facebook. Chantal Certan scrive: "Enfin! Dopo qualche prova finalmente insieme! Tutto x senso di responsabilità, in nome del cambiamento, quello vero naturalmente e per la Valle d’Aostal!! Paris vaut bien une Messe… Et les affaires aussi!". Non va tanto per il sottile nemmeno Alberto Bertin: "Dopo l’accordo del Nazareno si profila "il patto della gabella". Qualcuno probabilmente sarà ‘gabellato’, sicuramente gli elettori…"

Smentisce invece l’esistenza di accordi tesi all’allargamento di maggioranza, Alessia Favre, Presidente di Uvp. "Nessuno ha parlato di embrassons-nous. Ci è arrivata una richiesta di incontro da Uv e Stella Alpina per affrontare la questione delle elezioni comunali e in particolare del Comune di Aosta. Nessuno ha parlato di governo. L’Uvp si è sempre detta in questi mesi disponibile al dialogo, soprattutto ora dopo l’azzeramento dell’Ufficio di Presidenza, per la nomina del quale vorremmo ci fosse condivisione e non scelte calate dall’alto. La parola d’ordine della nostra azione rimane il cambiamento".
 

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