Anche gli agronomi contro la liberalizzazione delle tariffe

Il Consiglio sostiene le dimissioni del presidente dell'Ordine degli Architetti Daria Cini, ribadendo che “favorire una concorrenza fondata non solo sull’aspetto economico ma anche e soprattutto sugli aspetti qualitativi sia la strada da percorrere”
Angèle Barrel
Politica, Società

Le dimissioni con polemica del presidente dell’Ordine degli Architetti della Valle d’Aosta, Daria Cini, che aveva lasciato la carica “esprimendo totale contrarietà a un sistema che, oltre a non difendere il ruolo professionale dell’architetto, depaupera il patrimonio pubblico di una risorsa importante”, hanno lasciato il segno e oggi è arrivato anche il sostegno dei Dottori Agronomi e Forestali.

“In linea con gli Ordini e Collegi tecnici della Valle d’Aosta – spiega in una nota il presidente Angèle Barrel – si condivide l’estrema preoccupazione degli effetti che la liberalizzazione delle tariffe sulle prestazioni professionali promossa dal Decreto Bersani, sta producendo sul mondo delle professioni tecniche”.

Agronomi e forestali concordano con la Cini riguardo all’idea che “il meccanismo di concorrenza basato sul prezzo più basso sta penalizzando tutti quei professionisti che fanno della qualità del proprio lavoro il loro punto di forza. I forti ribassi, arrivati fino all’80% sulla parcella base, portano verosimilmente a una prestazione professionale inadeguata, che si declina inevitabilmente con la ricerca della soluzione progettuale meno onerosa per il professionista, e determina a medio e lungo periodo impatti economici, sociali e ambientali negativi”.

Per questo motivo, Barrel rinnova l’appello ai rappresentanti politici e alle istituzioni “affinché comprendano l’importanza di garantire i corretti rapporti economici tra le parti, in modo da creare un equilibrio tra il contenimento della spesa per le progettazioni delle opere pubbliche e la salvaguardia della dignità professionale e della qualità del lavoro”.

Il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Valle d’Aosta ritiene infine che “favorire una concorrenza fondata non solo sull’aspetto economico ma anche e soprattutto sugli aspetti qualitativi sia la strada da percorrere”.

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