Aosta vuole adottare i “Baby Pit Stop”, per allattare e cambiare i bambini

A chiederlo una mozione di Rinascimento portata in Consiglio comunale da Cristina Dattola. Proposta accolta dall'Assessora alle Politiche sociali Forcellati. Un "pit stop" verrà inserito in una farmacia comunale, mentre si cercherà di coinvolgere anche quelle private, i commercianti e mettere a disposizione uno spazio pubblico.
Un Baby Pit Stop a Bari Foto Facebook
Politica

Aosta si prepara ad adottare i Baby Pit Stop, progetto Unicef che prevede l’istituzione in città di ambienti protetti nei quali le mamme possano allattare, con agio, i propri bambini e le famiglie provvedere al cambio del pannolino.

A chiederlo una mozione di Rinascimento Valle d’Aosta portata in Consiglio comunale da Cristina Dattola: “Una città a misura di bambino lo è nei servizi ma anche nel sostegno ai genitori. Allattare è una cosa semplice e naturale e le donne potrebbero farlo ovunque ma è difficile trovare un luogo in cui proteggersi da freddo, dal sole o dagli sguardi a volte indiscreti a volte, purtroppo infastiditi, dei passaggi”

La consigliera di opposizione ha anche in mente dove il “pit stop” potrebbero nascere: “A volte si chiede ospitalità in un bar o in ristorante, ma non sempre va bene. Un posto adatto può essere la farmacia, ideale perché è presente del personale formato e perché possono essere una vera rete per le famiglie. Oltre alle farmacie comunali ci sarebbero anche le strutture cittadine, e si potrebbero coinvolgere anche le attività commerciali”.

Proposta accolta appieno dall’Assessora alle Politiche sociali Clotilde Forcellati: “Abbiamo preso contatti con il Presidente di Aps che è assolutamente disponibile, ma non possiamo fermarci qui. Il nostro compito è, in un tempo medio, fare in modo di sollecitare non solo le farmacie comunali ma anche quelle private. Lo spazio idoneo c’è in una sola farmacia comunale, per questo vorrei sollecitare le private, e interloquire con le associazioni di categoria dei commercianti per coinvolgerli ed esporre anche le vetrofanie che indicano lo spazio dedicato a mamme e papà. Un luogo dove ‘fare il pieno’ di cibo, di cure, e con la possibilità di cambiare il bambino. Perché, soprattutto in una città di montagna, questo non si può fare en plein air”.

Forcellati tenta di stabilire una tempistica di massima: “Diamoci questo anno, i prossimi mesi, per interloquire nuovamente con la nostra in house, le farmacie private, le associazioni di categoria e, perché no, pensare anche ad alcuni spazi comunali, magari sotto i portici, affinché anche l’Amministrazione possa mettere a disposizione un piccolo spazio. Spazi che non saranno enormi, avranno uno o due fasciatoi e una o due sedie per permettere di fermarsi e prendersi cura in tutto e per tutto dei propri bambini”.

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