Politica

Ultima modifica: 11 Luglio 2019 13:01

Arco di Augusto, ripresentato il referendum per deciderne la pedonalizzazione

Aosta - I consiglieri Aiello (CasaPound), Andrione (Lega) e Caminiti (Misto) ripresentano il quesito referendario per la riapertura di piazza Arco di Augusto al traffico veicolare. Centoz non si fa influenzare, i lavori per chiudere completamente la zona vanno avanti.

Tetris Arco dAugusto EditionArco di Augusto

L’avevano annunciato i primi giorni di maggio, ora si passa all’“azione”. I tre consiglieri comunali di minoranza ad Aosta Lorenzo Aiello (CasaPound), Étienne Andrione (Lega) e Vincenzo Caminiti (Misto di minoranza) ripresentano il referendum sulla riapertura al traffico di piazzo Arco di Augusto.

“Azzoppato” dalla firma – su dieci – di un non residente ad Aosta ora i tre consiglieri ripresentano l’atto con il medesimo quesito referendario che caratterizzava lo scorso: “Siete favorevoli alla riapertura completa della viabilità attorno l’Arco d’Augusto, quale era prima degli interventi attuali di semipedonalizzazione, fino al completamento di ogni attività finalizzata alla pedonalizzazione dell’area così come indicata dal Piano generale del traffico urbano approvato nel 2011?”.

A spiegarne la “ratio” Vincenzo Caminiti, che alla base denuncia l’ennesima mancanza di dialogo con Sindaco e Giunta: “Lo scorso Consiglio è stato presentata un’iniziativa per dare atto almeno alla prima rotonda, quella di via Monte Émilius, nata per far sì che ci fosse un impegno del Sindaco e dell’Amministrazione per andare verso la pedonalizzazione completa. Volevamo si partisse con i tempi dovuti, anche per dare l’idea di voler davvero cominciare, ma siamo sempre e solo alle chiacchiere”.

Non solo: “Vogliamo anche sentire cosa ne pensa la maggioranza dei cittadini perché non lo sappiamo – prosegue Caminiti –, è una questione di democrazie. Dispiace però che nonostante abbiamo tutti lo stesso obiettivo, ovvero la completa pedonalizzazione, ognuno vada invece per conto proprio. Quindi stiamo sbagliando tutti”.

Ora è questione di tempo, dal momento che il 2020 è anno elettorale – ci saranno infatti le nuove Amministrative per i Comuni – e preclude quindi la possibilità di aprire una consultazione referendaria che necessita di 1.500 firme da depositare in Comune e da raccogliere entro 90 giorni dalla valutazione di ammissibilità: “Bisogna fare in fretta – chiude il Consigliere – entro fine luglio e primi di agosto dobbiamo partire”.

Il progetto di pedonalizzazione va avanti

Il Sindaco di Aosta Fulvio Centoz, di suo, non è particolarmente preoccupato da questa eventuale consultazione: “Sono anche contento di andare a referendum – spiega -, diventa un momento per spiegare bene alla popolazione cosa stiamo facendo e cosa vogliamo fare della zona. Non ho nessuna paura, ma mi sembra solo una grande perdita di tempo e di soldi, visto che è necessario mettere insieme la Commissione che dovrà valutare il quesito, e fare partire un iter che porterà via ulteriore tempo agli Uffici che sono già molto impegnati”.

Nel frattempo però, spiega ancora il Primo cittadino, il lavoro per chiudere definitivamente l’Arco di Augusto prosegue: “Come spiegato in Commissione consiliare abbiamo innovato ed esteso l’incarico al progettista, chiedendogli di aggiornare il progetto esistente e studiare una soluzione anche per il ponte nuovo, se fosse possibile cioè far passare tutti i mezzi da lì. Dovremmo riuscire ad avere questo aggiornamento per settembre. Appena lo avremo in mano torneremo in Commissione ad illustrare il Progetto preliminare e decidere assieme il cronoprogramma dei lavori. L’intenzione è quella di fare subito i lavori alle due rotonde (all’inizio e alla fine di via Monte Émilius, ndr.). Non una grande opera ma pensiamo a procedure veloci per partire subito con la chiusura della piazza. È chiaro che all’inizio, non sapendo se sul ponte nuovo potranno passare tutti i veicoli resteranno aperti entrambi i ponti. Se c’è invece la possibilità di modificare il ponte nuovo si potrà invece chiudere quello vecchio“.

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