Con una media di 424 euro al mese, Aosta è la città più cara d’Italia, dopo Bolzano, per la retta degli asili nido. A dirlo è uno studio elaborato dagli uffici del Servizio di politiche territoriali della Uil. Il dato è stato, ieri, esaminato ieri in consiglio comunale. Il gruppo Alpe ha rivolto all’assessore alle Politiche Sociali Marco Sorbara due domande di attualità, nelle quali si chiedeva conto sulla veridicità della statistica e sulle eventuali misure per non pesare economicamente troppo sulle famiglie. Queste, infatti, spendono una media del 13,2% del loro reddito per tenere i loro bambini nelle strutture nido. "Si potrebbe pensare di frazionare meglio le rette", ha proposto il consigliere Mario Vietti.
"Bisogna subito far notare – replica Sorbara – che l’accesso al servizio nido prevede il pagamento di una retta mensile in base al reddito del nucleo familiare". Secondo l’assessore, quindi, "molte famiglie di Aosta usufruiscono di rette agevolate, ben al di sotto della retta media indicata dall’indagine". "Altre – continua – arrivano invece a pagare qualche decina di euro in più di quei 424 euro". Le tariffe, perciò, oscillano tra un minimo di 105 e un massimo di 645 euro.
"Aosta – afferma l’assessore – è tra le poche città che hanno superato l’indice del 33% di posti per bambini nati, previsto dalla direttiva europea". Sorbara ha inoltre voluto porre l’acento su alcuni elementi di qualità nell’erogazione del servizio: "Abbiamo un educatore specializzato ogni sei bambini, si svolgono servizi come cucina interna, cambio del pannolino e, soprattutto, le nostre strutture sono aperte tutto l’anno".
