Politica

Ultima modifica: 4 Ottobre 2019 16:58

Bici e auto elettriche, in arrivo 7 milioni di contributi green

Aosta - Il Consiglio Valle vara nella notte di ieri il disegno di legge sulla mobilità sostenibile. Per i contributi bisognerà ora aspettare la delibera attuativa.

auto elettricacar

Fatta e approvata la legge, bisognerà ora aspettare la delibera attuativa. Chi ha intenzione di sfruttare i contributi stanziati dal Dl sulla mobilità sostenibile – 7 milioni di euro nel triennio – per cambiare la propria auto, inquinante, con una a basse emissioni, o vuole acquistare una bici elettrica, dovrà pazientare ancora per un po’.

A esultare nel frattempo è Rete Civica, che porta a casa, anche se in ritardo rispetto al proprio cronoprogramma, uno dei 14 impegni dell’accordo con il Governo Fosson.
Il testo, nato dal confronto in III Commissione, ha ottenuto ieri notte il via libera con 23 voti a favore (la maggioranza + M5S), 2 contrari (Luboz e Lucianaz di Lega Vda),  10 astenuti Mouv’, Lega Vda, Adu Vda e Restano.

Per l’acquisto (dal 1° gennaio 2019) di veicoli a basse emissioni, i contributi sono pari, al massimo, al 25% della spesa ammissibile e comunque per un importo non superiore: a 6mila euro a veicolo per privati (per un costo massimo di acquisto di 60mila euro), non esercenti attività economica, 10mila euro per privati esercenti attività economica non attinente al trasporto di passeggeri, 15mila euro per privati che esercitano attività legate al trasporto passeggeri. Per il leasing o noleggio si sale a contributi pari, al massimo al 35% del valore contrattuale dei primi tre anni del contratto, per un importo non superiore ai 6mila euro.

Per l’acquisto di veicoli a pedalata assistita – solo quelli comprati dopo l’entrata in vigore del Dl – sono concessi contributi pari al massimo rispettivamente, al 50% della spesa ammissibile, nella misura massima di 700 euro mentre per l’acquisto di veicoli destinati alla micromobilità elettrica (monopattini e affini) sono concessi contributi pari al massimo rispettivamente, al 50% della spesa ammissibile, nella misura massima di 300 euro.
 Inoltre il Dl prevede contributi a fondo perso (fino a 1000 euro) per l’acquisto e installazione di stazioni di ricarica domestiche per veicoli elettrici e contributi per rinnovare il parco veicoli di proprietà pubblica (fino a 15mila euro).
I contributi previsti dal disegno di legge sono cumulabili con altre iniziative a livello statale e europeo. Inoltre i veicoli elettrici nuovi, immatricolati dal 1° gennaio 2019, sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica per ulteriori tre anni.

“Un piccolo passo concreto verso il controllo del cambiamento climatico” definisce il Dl il relatore Giovanni Barocco dell’Uv. “Questa legge si inserisce nella strategia per portare la Valle d’Aosta fuori dal fossile entro il 2040” evidenzia Chiara Minelli di Rete Civica. Si accoda il M5S con Luciano Mossa “una scintilla che abbiamo voluto accendere con una mozione, approvata all’unanimità, non appena ci siamo insediati”.
 Ricorda le risorse stanziate l’Assessore al Bilancio Renzo Testolin: “Un milione e 700 mila euro stanziati per il 2019, poco meno di 2 milioni 700 mila euro per gli anni a venire consentiranno di agevolare un approccio diverso ad una mobilità che dovrà modificarsi”. Attacca la minoranza: “La parola mobilità sostenibile – tuona Stefano Ferrero di Mouv’  – viene strumentalizzata per nascondere un mero contributo, peraltro ci sono pure quatto soldi”. Punta il dito contro il “tutto a tutti” Daria Pulz di Adu Vda: “E’ un ambientalismo da salotto, vogliamo premiare i buoni propostiti, sia che questi abbiano un reddito elevatissimo, basso o medio”. Per Andrea Manfrin della Lega Vda: “Questa è una legge per salvare la maggioranza. Infatti solo dal 3 giugno scorso ha acquisito una valenza straordinaria”.

Durante il dibattito è stato approvato un ordine del giorno di Lega Vda, Mouv’ e Misto che impegna il Governo regionale ad avviare entro 60 giorni una serie di contatti con Ferrovie dello Stato, le Regioni Piemonte e Auvergne-Rhône-Alpes e il Comune di Torino, al fine di poter entrare nel programma sperimentale dei treni a idrogeno per l’utilizzo di questa tecnologia sulla tratta ferroviaria valdostana.

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