Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 20:21

Casinò, proclamato lo stato di agitazione. “Devono cambiare metodi e contenuti”

Aosta - A proclamarlo sono state ieri sera le segreterie della Cgil, Cisl, Uil e Ugl dopo la riunione con gli oltre 200 lavoratori del turno notte. I sindacati torneranno a sedersi al tavolo con l'azienda ma chiedono "nuovi metodi e contenuti".

Il casinò di Saint-Vincent

E’ stato di agitazione alla Saint-Vincent Resort&Casinò di Saint-Vincent. A proclamarlo sono stati ieri sera le segreterie della Cgil, Cisl, Uil e Ugl dopo la riunione con gli oltre 200 lavoratori del turno notte. "Torneremo la prossima settimana a sederci al tavolo con i vertici aziendali  – spiega il Segretario della Cgil, Domenico Falcomatà – ma deve cambiare il metodo di lavoro e anche i contenuti vanno rivisti. Nell’ultimo incontro l’azienda ci ha messo davanti a due opzioni, la firma immediata dall’accordo quadro o lo spettro di un licenziamento collettivo. Il metodo è inusuale e soprattutto è sospetta la fretta con cui la Saint-Vincent Resort&Casinò di Saint-Vincent si sta muovendo. Non firmeremo mai degli accordi a scatola chiusa perché rischieremmo di impegnarci senza conoscere nel dettaglio le implicazioni delle richieste". E Riccardo Monzeglio, segretario della Cisl –  la prima sigla sindacale a proclamare lo stato di agitazione, pochi giorni dopo la presentazione del piano aziendale –  aggiunge: "Bisogna ripartire da un nuovo documento. Siamo disponibili a ragionare per arrivare a un nuovo testo ma vogliamo tutti i conti in tavola perché questa situazione non possono pagarla solo i lavoratori".

La prossima riunione è in programma martedì 8 ottobre ma per impegni precedenti dei sindacati sarà rinviata (Ndr al tavolo siederà anche il Savt che ieri ha avuto mandato dai lavoratori di proseguire le trattative). Cgil, Cisl, Uil e Ugl torneranno nel frattempo mercoledì ad incontrare in assemblea i lavoratori degli altri turni. Ieri sera, riferiscono i sindacati, è emersa una forte preoccupazione da parte dei dipendenti per le sorti dell’azienda. "Certo percepivano, vedendo ad esempio le sale da gioco vuote, una situazione di difficoltà –  – sottolinea Falcomatà –  ma non il disastro presentato nei giorni scorsi e fino a pochi mesi fa negato dall’Amministratore unico, ma anche dal Presidente della Regione". I lavoratori hanno chiesto quindi ai sindacati di tenersi pronti ad uno sciopero nel caso in cui le trattative dovessero fallire.

Cosa dice l’accordo quadro
Le tre pagine circa dell’accordo quadro, presentato dall’azienda ai sindacati, scandiscono le tappe del percorso di riorganizzazione aziendale. In particolare la richiesta alle parti sociali è di stipulare accordi entro il 3 ottobre per acquisire informazioni sulla posizione dei lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione e di verificare l’esistenza di eventuali ammortizzatori sociali, anche avviando “immediatamente un confronto con gli organi competenti della Regione”.

Ai sindacati viene poi chiesto di stipulare un accordo sindacale che preveda, quale criterio di scelta per l’effettuazione dei licenziamenti, "l’avvenuta maturazione dei requisiti di età e contribuzione per il trattamento pensionistico di vecchiaia o anticipata ex legge 214 del 2011 e successive modifiche nel periodo 31 dicembre 2013 – 31 dicembre 2016 (periodo in cui saranno ripartite le risoluzioni)”.

Entro il 30 novembre le parti devono poi cercare “strumenti incentivanti la sospensione del lavoro finalizzata all’attesa del diritto alla pensione” mentre entro il 1° di novembre "il personale della Casa da gioco deve essere inquadrato in un unico contratto collettivo aziendale di lavoro”.

Prima ancora, ovvero entro il 30 ottobre, "si dovranno rendere operativi per tutte le unità produttive strumenti atti ad assicurare il contenimento dei costi, il miglioramento dell’organizzazione, una migliore gestione del rapporto di lavoro".

Infine entro il 31 marzo 2014, azienda e sindacati definiranno un nuovo contratto di lavoro per i dipendenti assunti successivamente alla stessa data presso la casa da gioco.

La clausola finale: se gli impegni dell’accordo non verranno realizzati integralmente, (Ndr l’unica eccezione è per il nuovo contratto da definire entro il 31 marzo) e con le tempistiche delineate, la Saint-Vincent Resort&Casinò di Saint-Vincent  "si ritiene libera di avviare ogni ulteriore iniziativa di legge e di contratto in relazione alla già dichiarata situazione di esubero e alle necessità riorganizzative e riduzione costi”.

 

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