Centrali idroelettriche, il M5S denuncia “ripetuti e diffusi” abusi sul prelievo di acqua

“I dati che ci hanno rilasciato – spiega Stefano Ferrero - sono molto più gravi di quanto immaginavamo. Su 170 impianti di questo tipo, il 40% ha violato le normative ottenendo fatturati da 30 a 70 milioni di euro in più”.
Politica

“Ci hanno rubato l’acqua”. Il Movimento 5 Stelle torna a denunciare “il saccheggio del bene più prezioso patrimonio di tutti i valdostani”. A supportare le accuse dei grillini, presentate oggi in una conferenza stampa, i dati messi a disposizione dagli uffici regionali, ai sensi dell’articolo 116 del regolamento consiliare, riguardanti una centralina, la cui localizzazione verrà svelata in Consiglio. “I dati che ci hanno rilasciato – spiega Stefano Ferrero – sono molto più gravi di quanto immaginavamo". 

In base ai dati forniti dalla Regione la centralina idroelettrica negli ultimi dodici anni ha prelevato il doppio, il triplo, fino a sette volte, in certi periodi, più di acqua di quanto le era stato concesso. Allo stesso modo i guadagni per la società sono stati più che il doppio del previsto.  Per la centralina in questione la Regione in undici anni ha ricavato 49mila euro mentre l’azienda avrebbe dovuto fatturare 3,3 milioni di euro. Secondo i grillini però, a fronte dei dati sul turbinato reale e considerando che l’energia in eccesso è stata immessa sul libero mercato, i ricavi reali possono avvicinarsi, se non superare i 6 milioni di euro.

Accanto ai dati ottenuti dalla Regione i due consiglieri regionali hanno fatto verifiche e sopralluoghi su una ventina di impianti. “Su tutti c’è questo tipo di situazione, il fenomeno è molto diffuso” spiega Roberto Cognetta. Secondo i grillini su 170 impianti di questo tipo, "il 40% ha violato le normative ottenendo fatturati da 30 a 70 milioni di euro in più".
L’escamotage per evitare la procedura di valutazione d’impatto ambientale, secondo i due consiglieri, “è di mettere fin da subito delle centraline sovradimensionate perché così si possono fare dei volumi più grandi e dopo alcuni anni chiedere anche sulla carta l’implementazione”. Un trucchetto, aggiungono Cognetta e Ferrero, “messo in atto da soggetti sempre riconducibili, come diremo in Consiglio, alla stessa forza politica”
I due consiglieri, che presenteranno il dossier anche la magistratura, chiedono ora il controllo immediato di tutti gli impianti, la sospensione e la revoca delle concessioni a chi ha truffato, così come la comminazione di sanzioni e la comunicazione al Gse delle irregolarità riscontrate. Infine i grillini chiedono di aumentare i canoni di concessione oggi intorno allo 0,83% che portano nelle casse della Regione circa 2 milioni di euro. "Vogliamo capire di chi è la responsabilità. Chi doveva fare i controlli, perché non li ha fatti? Se i controlli sono stati fatti cosa è successo?" dicono Ferrero e Cognetta.
"Qui è necessario intervenire immediatamente perché si tratta di somme che potrebbero andare ad influire sulle disponibilità del bilancio regionale, non possiamo permetterci di lasciare questa situazione ferma". 

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