Cessione Proges a Leone Rosso, la minoranza: “Vergognosa commistione tra affari e politica”

Polemica sulla possibile cessione dei servizi sociali del capoluogo dalla cooperativa emiliana alla neonata valligiana. Monteleone: "Sospendere l'iniziativa". Sorbara: "Normale movimento commerciale".
Politica

"C’è un’incoraggiante inversione di tendenza in Valle d’Aosta: mentre alcuni giovani si arrabattano tra disoccupazione e precariato, ci sono altri che sanno dimostrare delle doti imprenditoriali eccezionali". Iris Morandi ha usato l’arma del sarcasmo, commentando in consiglio comunale la cessione del ramo d’azienda per i servizi sociali su nido e anziani del Capoluogo. La gestione, dopo le dovute consultazioni con i sindacati, dovrebbe passare dalla cooperativa Proges di Parma alla valligiana Leone Rosso, amministrata da Cesare Marques. A muovere le dure critiche della consigliera dell’Alpe, che ha definito l’operazione "una vergognosa commistione tra affari e politica", è stato il fatto che Marques è iscritto a una sezione dell’Union Valdôtaine, la "Pont de Pierre", che annovera tra le sue fila anche il sindaco Bruno Giordano e i consiglieri Cristina Galassi e Luca Merighi.

Non è tutto, tra questi figurano anche Stefano Radin Simone Bertucco che assieme a Marques gestiscono la Cittadella dei Giovani, circostanza che fa sbottare Morandi: "Altro che fuga di cervelli, qui in Valle si sono concentrati tutti al Ponte di Pietra". "Leone Rosso Nero", ha ribattezzato allora Michele Monteleone, che ha voluto porre l’accento sulle competenze della neonata azienda: "finora questa si è occupata solo di un appalto per le pulizie, bisognerebbe chiedersi serenamente se ci siano le garanzie per una gestione corretta dei servizi sociali". "Anche quando è stato assegnato l’appalto della Cittadella non c’erano le competenze necessarie – rincara Morandi – ma si saranno detti che se è andata bene una volta, andrà bene anche questa".

La minoranza, perciò, ha chiesto di sospendere ogni iniziativa riguardo alla cessione e la convocazione della commissione competente, alla presenza dei dirigenti della Proges. "Bisogna ricordare – afferma Monteleone – che l’azienda emiliana lavorava da sei mesi in proroga, perchè si stava rivedendo le procedure per l’affidamento dei servizi sociali, quando ad un tratto ha preso questa decisione di passare la mano, facendo di fatto cadere un rapporto fiduciario".

"Non è competenza del consiglio comunale esprimere valutazioni in merito alla legittimità di questa operazione, ma dell’apparato gestionale che sta conducendo i necessari approfondimenti giuridici", ha replicato l’assessore alla Politiche Sociali Marco Sorbara, tenendosi distante dagli affondi politici dell’opposizione. "A noi – continua Sorbara – deve interessare che questo normale movimento commerciale tuteli i contratti del personale impiegato e la qualità dei servizi". Aldo di Marco, invece, ha provato a rispondere a tono: "Se Proges avesse ceduto all’Anatra Arancione – inventa, prendendo a prestito il colore che fu di VdA Vive – la discussione di oggi si sarebbe tenuta lo stesso?".

Nelle dichiarazioni di voto, che ha visto il respingimento della mozione di minoranza (8 sì, 11 astenuti, 9 no), Carlo Curtaz ha infine ribadito la convinzione del suo gruppo: "Questa vicenda non è casuale, ma è un piano ordinato che sta portando a questo risultato, è una scelta predisposta nel tempo perchè andasse a favorire un certo gruppo di persone, ai vertici di una sezione dell’Union Valdôtaine".

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