“In questi cinque anni di lavoro abbiamo dimostrato la validità del nostro progetto comune, firmando circa la metà delle mozioni, interpellanze, interrogazioni e risoluzioni proposte in Consiglio Regionale”. Dina Squarzino, in conferenza stampa, ha reso pubblici i dati relativi all’attività svolta dall’Arcobaleno in questa legislatura.
Assieme ai colleghi di partito Ugo Venturella, Sandro Bortot, Elio Riccarand e Carlo Curtaz, il consigliere regionale ha tratteggiato un bilancio più che positivo dell’azione del movimento. “Il nostro impegno risulta dalla quantità di interventi espressi in sede consiliare, frutto di un lavoro assiduo e costante. Numerose proposte di legge testimoniano l’attenzione che portiamo verso tematiche importanti, come riconosciuto anche dai colleghi degli altri schieramenti, di maggioranza e di minoranza”.
Carlo Curtaz ha ricordato, in particolare, le proposte riguardanti il contenimento dei costi della politica. “Abbiamo affrontato di petto l’argomento – ha sostenuto – quando ancora non era di moda, proponendo una moderazione delle indennità, della diaria e del vitalizio dei consiglieri regionali. Una tale iniziativa, se recepita, avrebbe provocato un positivo effetto a cascata sugli stipendi di sindaci, consiglieri comunali, presidenti e membri delle comunità montane. Voglio ricordare che l’adeguamento degli stipendi dei consiglieri regionali ai parlamentari, più volte invocato come conseguenza inevitabile della periodica lievitazione delle indennità e delle diarie, non è che il frutto di una legge regionale, modificabile in qualsiasi momento. Lo stesso impegno l’abbiamo consacrato alla denuncia delle nomine clientelari, che in Valle, rispetto al resto d’Italia, suscitano incomprensibilmente un’indignazione minore”.
Successivamente ha preso la parola Elio Riccarand, segretario uscente dell’Arcobaleno, che ha ricordato, tra le iniziative portate avanti dal gruppo, quella che ha portato al rafforzamento dell’istituto del referendum propositivo, strumento dal valore non solo consultivo ma effettivo e vincolante. “Il modello a cui facciamo riferimento è quello dei cantoni svizzeri, esempi di democrazia diretta” ha affermato. “Il tallone d’Achille delle proposte di legge di iniziativa popolare valdostane è il quorum, fissato al 45%. Noi avevamo suggerito una quota non superiore al 30%, come avviene nella provincia autonoma di Bolzano. In Svizzera, addirittura, non esiste quorum. Noi ci batteremo per la riduzione del quorum, o la sua abolizione, e per l’introduzione di un ballottaggio tra la proposta referendaria di iniziativa popolare e il disegno di legge portato avanti dal Consiglio regionale, su modello di quanto analogamente avviene nei cantoni svizzeri”.
Ugo Venturella è partito da alcuni dati per affermare la necessità di investire maggiori energie nella raccolta differenziata. “Da un lato i rifiuti indifferenziati aumentano, dall’altro la percentuale di raccolta differenziata è stazionaria, e si aggira, mediamente, attorno al 37 per cento. Le annunciate riduzioni delle imposte sui rifiuti, poi, sono rimaste lettera morta. Tutto questo quando, ad esempio, i comuni della Val di Fiemme hanno raggiunto il 70 per cento di raccolta differenziata. Anche i risultati nettamente superiori alla media regionale dei comuni di Etroubles, Ollomont e Bionaz devono farci riflettere sulla necessità di una reale volontà politica orientata a modificare le nostre abitudini. Invece di lanciarci in un’avventura dannosa ed economicamente ingiustificata, come la realizzazione di un inceneritore, dovremmo prendere esempio da chi si impegna ad applicare le direttive europee in materia di rifiuti”.
Nell’ultimo intervento, Sandro Bortot ha riassunto l’azione portata avanti dall’Arcobaleno in altri due ambiti, l’edilizia sostenibile e la tutela dell’acqua. “Abbiamo avuto la soddisfazione di vedere approvata all’unanimità, in Consiglio, la nostra proposta di legge sull’edilizia sostenibile. Purtroppo, in attesa del via libera della Giunta al disegno di legge, constatiamo come i numerosi appalti in corso per la messa a norma degli edifici pubblici non tengano minimamente in considerazione i criteri della sostenibilità”. Infine, nell’invocare una seria programmazione dell’uso comune dell’acqua, Bortot ha ricordato come “la marea di richieste di concessioni e sub concessioni per l’utilizzo delle risorse idriche rischia di lasciare a secco una regione che dipende, per il proprio approvvigionamento, dai ghiacciai, che arretrano di anno in anno. Il risultato di questa politica cieca e insensata è sotto gli occhi di tutti: basta ricordare quanto è accaduto, ad esempio, a Motjovet, Challand, Saint Vincent e Châtillon, dove sono dovute intervenire le autobotti”.