Riunire la sinistra valdostana “Si può fare“. A dirlo e scriverlo nel documento/manifesto approvato ieri, venerdì 5 giugno, dal coordinamento regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.
“La sinistra valdostana ha davanti a sé un dovere storico: ergersi a punto di riferimento saldo e credibile per una comunità che reclama, a gran voce, un’azione di governo regionale lungimirante, competente e guidata dai principi della giustizia sociale e ambientale” scrive il movimento, ricordando come da troppo tempo si assiste in Valle d’Aosta ad un paradosso: “nonostante le straordinarie prerogative e le risorse garantite dalla nostra Autonomia, la Regione è ostaggio del malgoverno”.
Per Avs troppe forze politiche “appaiono focalizzate esclusivamente sull’occupazione delle poltrone e sulla gestione del potere immediato”. La destra regionale (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) “palesa un’evidente inconsistenza programmatica. Portatrice di istanze puramente settoriali, non è percepita dalla popolazione come un’alternativa politica affidabile”. L’Uv e i suoi alleati di centro “si muovono secondo logiche puramente opportunistiche. Formidabili nella raccolta dei voti e nella spartizione delle cariche, ma drammaticamente privi di un’idea di futuro per la Valle d’Aosta”.
Da qui il compito della sinistra di individuare una rotta alternativa.
“Una svolta che sia prima di tutto ideale, culturale e programmatica. Dobbiamo avere il coraggio di proporci come un polo alternativo agli schieramenti esistenti. Per essere credibile, attrattiva e vincente, la sinistra valdostana deve riscoprirsi unita, eticamente distante dalle vecchie logiche e forte nei contenuti.” scrive Avs.
Il movimento ricorda, quindi, come in Valle d’Aosta esista “un popolo della sinistra composto da migliaia di cittadini. Una comunità viva, che si manifesta nelle scelte quotidiane – come il sostegno concreto alle forze politiche di sinistra attraverso il 2 per mille – e che ha già dimostrato la propria compattezza nel recente referendum sulla magistratura, dove la netta vittoria del NO ha ribaltato le indicazioni di voto espresse sia dalla destra sia dall’Union Valdotaîne”.
Avs individua, quindi, quattro pilastri per cambiare la Valle d’Aosta: coraggio politico, studio rigoroso, contenuti qualificanti e unità indistruttibile. “Occorre, tutti insieme, superando steccati e personalismi, dare una casa comune a quel popolo che nei sindacati, nelle associazioni, nei movimenti e nell’impegno quotidiano spinge per un profondo rinnovamento della politica valdostana”.
