La gestione dei cantieri che sta mettendo sotto pressione la viabilità della bassa Valle è sbarcata ieri in Consiglio Valle. Con un question time Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d’Italia Vda ha accusato la Regione di non aver saputo coordinare i lavori sulla statale 26, sulla ferrovia Ivrea-Aosta e sull’autostrada A5.
A rispondere alle accuse l’assessore ai Trasporti Luigi Bertschy, che ha spiegato come la Regione non abbia competenza diretta sulla programmazione degli interventi di Anas, Rfi e Sav e che i lavori autostradali erano legati a un preciso iter autorizzativo con l’ente ferroviario.
Una ricostruzione che trova conferma nella documentazione trasmessa da Società Autostrade Valdostane (SAV) in risposta all’interrogazione consiliare.
Nel documento, letto in aula dall’Assessore, Sav ricorda che il piano di adeguamento delle barriere di sicurezza sulle opere che scavalcano la ferrovia rientra in un programma pluriennale di ammodernamento imposto dall’evoluzione delle normative tecniche. Per intervenire sui cavalcavia ferroviari era però necessario ottenere le autorizzazioni di competenza di RFI, il cui via libera è arrivato nel febbraio scorso. L’avvio dei cantieri risale invece al 4 maggio, dopo le festività primaverili.
Rfi aveva prescritto che gli interventi fossero coordinati con Italferr nell’ambito del cantiere di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta. Periodo favorevole per l’intervento, con la linea ancora priva della trazione elettrica in tensione e senza circolazione dei treni, i lavori potevano essere eseguiti in orario diurno. Una volta conclusa l’elettrificazione, invece, sarebbe stato necessario intervenire soltanto durante una limitata finestra notturna, con tempi molto più lunghi, costi maggiori e un impatto ancora più pesante sul traffico autostradale.
Gli interventi riguardano due opere di attraversamento della ferrovia: il ponte Garin, tra gli svincoli di Châtillon e Nus, la cui prima fase si è conclusa il 3 luglio, mentre la seconda è prevista fra settembre e novembre, e il ponte di Arnad, tra Pont-Saint-Martin e Verrès, che vedrà concludersi la prima fase il 24 luglio, per esser poi conclusa in autunno.
“Il cantiere dell’Anas presente sulla Statale durerà fino all’estate 2027 e quindi ritardare l’avvio dei lavori, oltre a non impedire la sovrapposizione dei cantieri, avrebbe creato ulteriori problemi, vista la limitazione prevista da Rfi per l’esecuzione dei lavori in orario diurno.” ha aggiunto l’Assessore Bertschy. ” La sovrapposizione degli interventi non è stata una scelta della Regione, che non ha la competenza per programmare i cantieri dei singoli enti, ma la conseguenza della necessità di realizzare opere diverse, tutte finalizzate alla sicurezza e all’ammodernamento delle infrastrutture. Il nostro compito è stato quello di accompagnare la gestione di questa situazione complessa, anche grazie al lavoro dei sindaci, della Protezione civile, dei volontari e delle forze dell’ordine, che hanno contribuito a organizzare una viabilità alternativa e a migliorare progressivamente la risposta nei fine settimana più critici.”
Per Zucchi però il Governo regionale non riesce “a governare le situazioni, limitandosi a gestire le emergenze. Qui c’è un danno economico e di reputazione elevatissimo: è davvero molto grave quello che sta succedendo.”
