A pochi mesi dalle elezioni e con un quadro politico ancora incerto i gruppi di minoranza in Consiglio comunale (Pd-Psi, Alpe e Sinistra per Città) ad Aosta tracciano un bilancio dell’azione degli ultimi cinque anni e cominciano a parlare della prossima competizione elettorale. “Auspico che questi gruppi costituiscano il nucleo di una coalizione più ampia (Nda il riferimento è all’Uvp) che possa competere e vincere le prossime elezioni” sottolinea Carlo Curtaz.
“In questi cinque anni i tre gruppi hanno lavorato bene, facendo un’opposizione mai pregiudiziale e raccogliendo anche qualche risultato” spiega il capogruppo di Alpe. I consiglieri di minoranza citano, quindi, il Premio Balan, il potenziamento dei Lavori di utilità sociale, il regolamento in dirittura d’arrivo sull’adozione delle aree verdi, l’inserimento del Centro Saint-Benin nel patrimonio comunale o ancora il progetto di recupero dell’acqua proveniente dal Gran Combin e l’istituzione di un gruppo tecnico che vagli le opportunità di accesso ai fondi europei.
Se la minoranza è rimasta compatta altrettanto non si può dire, ricordano i tre gruppi, per la coalizione di centro destra, la prima per il capoluogo regionale. Una coalizione che, spiega Michele Monteleone, capogruppo Pd, “si reggeva su temi prettamente elettorali e che in questi cinque anni ha fatto poco o niente se non gestire l’ordinaria amministrazione.” Una maggioranza “incapace – aggiunge il Capogruppo del Pd-Psi “di dare una prospettiva futura con un bilancio ingessato per il 93% sulle spese correnti”.
Impietoso il giudizio anche di Paolo Momigliano Levi di Sinistra per la Città. “Siamo partiti da quell’Aosta Capitale dell’Autonomia, come recitava il programma di maggioranza, e ora siamo l’ultimo anello di una catena che parte da lontanissimo. I cittadini scontano gli errori di una capacità di intervento che si riflette sul welfare”.
L’invito finale agli elettori è quindi per le prossime elezioni di “confrontare i programmi con cui i partiti si sono presentati, programmi che contenevano voli pindarici e stratosferiche balle. L’eredità che lascia questa amministrazione è un insieme di difficoltà che verranno fuori nella prossima legislatura. ” chiosa Carlo Curtaz.
