Con l’addio al progetto del Polo scolastico a Tzamberlet tornerà il maneggio

A spiegarlo, in Consiglio comunale, l'Assessora allo Sport Alina Sapinet. Ancora incerti i tempi, si attende che la Regione sciolga l'accordo di programma. Una novità arriva da Laurencet (FI): "ci sono diversi privati interessati a investire sul maneggio, il Comune non dovrà tirare fuori un centesimo”.
Il maneggio di aosta - Foto d'archivio
Politica

I tempi sono ancora un’incognita, la “rete” della burocrazia rende difficile fare una stima, ma la direzione pare tracciata: Aosta riavrà il suo maneggio, e lo riavrà dove è stato fino a pochi anni fa.

In Consiglio comunale Paolo Laurencet (FI) chiede lumi – via interrogazione – sul destino dell’area: “C’era un impegno a lavorare con la Giunta regionale per recuperare questa zone ora degradata e abbandonata, e si è detto che la destinazione sarebbe tornata ad essere sportivo/ricreativa. Nel Defr approvato a marzo in Regione, si legge che la ‘Scuola polmone’ non è più necessaria se non in dimensioni ridotte. È tutto molto confuso. Vogliamo capire, in sostanza, che ne sarà del maneggio”.

In risposta, l’Assessora allo Sport Alina Sapinet conferma, anche se l’iter non sembra breve: “Abbiamo avuto una serie di incontri con la Regione. Dall’ultima riunione sembra che l’area di Tzambarlet non è più di interesse. La procedura ora, sarà quella dell’annullo della gara d’appalto della Regione sul primo progetto di ‘Scuola polmone’ e la decadenza dell’accordo di programma”.

In soldoni, aggiunge Sapinet: “Il Comune potrà riprendere possesso dell’area, e cercare tutte le possibilità per ricostruire il maneggio. Ad oggi non l’abbiamo previsto sul Dup perché non sappiamo quando la Regione ci svincolerà dall’accordo”.

Una novità rilevante la porta Laurencet stesso, in risposta: “Quindi, rispetto al Defr, c’è una situazione per cui si tornerà alla destinazione di area sportiva originaria? Mi auguro che sia così. Vi comunico comunque che ci sono diversi privati interessati a investire sul maneggio, il Comune non dovrà quindi tirare fuori un centesimo”.

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