Consiglio regionale: apertura lavori con scintille

Sulla "Brunettina" valdostana il Consiglio dei Ministri ricorre alla Corte costituzionale. La notizia scatena scambi di battute dai toni forti tra Pd e PdL. Presentato il resoconto dei primi 9 mesi di attività del Consiglio regionale.
Politica
Stintille in apertura di Consiglio regionale questa mattina tra Pd e Pdl dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio regionale Albert Cerise, che ha reso noto il ricorso da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri alla Corte costituzionale contro gli articoli 2 e 3 della legge regionale n.5 del 2 febbraio 2009, in materia di pubblico impiego, come, detta anche “Brunettina”.
La Valle d’Aosta ha resistito al fascismo, resisterà anche al PdL” ha commentato il consigliere regionale del Pd, Raimondo Donzel. Dichiarazione che ha mandato in escandescenza il consigliere regionale del PdL Massimo Lattanzi che ha risposto "Vergogna" richiamando Donzel sull’utilizzo dei toni. Alberto Zucchi, PdL, ha poi definito “slogan da trapassato remoto” le dichiarazioni di Donzel.
Ricreato l’equilibrio tra le parte il Presidente Cerise ha poi relazionato sull’attività dei primi 9 mesi di Legislatura del Consiglio regionale. “Con tutto rispetto verso le iniziative intraprese dai gruppi di minoranza – ha detto in premessa – mi preme tuttavia fugare eventuali dubbi che queste iniziative possano avere generato nell’opinione pubblica sull’operosità e la qualità dell’impegno istituzionale di questo Consiglio”. Il riferimento è relativo alle dichiarazioni dei gruppi di minoranza che nei giorni scorsi, in una conferenza stampa, avevano sollevato la mancanza di dibattito politico in Consiglio regionale, e l'utilizzo di una procedura dei lavori asettica basata su risposte “dirigenziali” e burocratiche alle interpellanze presente durante i lavori.

Venendo ai numeri: le adunanze del Consiglio sono state 16, con un totale di 42 sedute. Le mozioni discusse sono state 21, le risoluzioni 13; le interpellanze 190, le interrogazioni: 97, le interrogazioni con risposta scritta 2.  Le leggi approvate sono state 17, le proposte di regolamento 2.
"In un paese in cui assistiamo ad un andamento "inflazionistico delle norme" ha aggiunto Cerise – qui nel nostro Consiglio regionale, alla logica dei numeri, contrapponiamo una logica qualitativa delle leggi. Qualità e tempestività nell'affrontare nel concreto i problemi contingenti del territorio con uno sguardo sempre rivolto al futuro."
Ad oggi rimangono all'esame delle Commissioni 8 disegni di legge, 3 proposte di legge, 1 proposta di legge statale, 2 proposte di regolamento. In particolare tra i documenti legislativi allo studio figurano le disposizioni sull’ufficio unico regionale del Turismo, il piano di sviluppo della Casa da Gioco di Saint-Vincent, disposizioni regionali in materia di disturbi specifici di apprendimento, oltre alle “Disposizioni per lo sviluppo della montagna” e le modifiche allo Statuto di Finaosta.
"E' evidente che questi nove mesi di attività siano un momento di 'rodaggio' – ha commentato Cerise – In questo senso, mi sento di esprimere una valutazione positiva sull'attività fin qui svolta, prova ne è l'importante lavoro di approfondimento che le cinque Commissioni consiliari stanno svolgendo al loro interno. Attività che dimostra come le Commissioni stiano sviluppando un ampio dibattito politico al loro interno”.

A porre l’attenzione sulla questione politica e non funzionale del Consiglio è stato il capogruppo di VdA Vive-Renouveau, Robert Louvin , che in merito all'impugnativa del Governo sulla legge regionale in materia di pubblico impiego ha aggiunto “Il problema è politico e stentiamo a capire quale sia l'esatto tenore tra le relazioni che intercorrono tra il Governo nazionale e quello regionale, alternate da momenti del bastone a quelli della carota, ma in questo momento il bastone rischia di passare sulla schiena dei dipendenti."

"Avevamo già anticipato in sede di approvazione della legge, che la cosiddetta 'Brunettina' sarebbe stata impugnata dal Governo – ha commentato Lattanzi(PdL) perché il senso era di ribadire le competenze dello Stato e quelle della Regione. E' stato un atto dovuto quello del Governo. Il ricorso può essere un'opportunità per migliorare e adattare la nostra norma regionale."

"Rispetto al lavoro del Consiglio, possiamo dare letture diverse – ha detto Donzel (PD) – ma è stato importante  richiamare, da parte del Presidente dell'Assemblea, il lavoro più 'oscuro' delle Commissioni. Nei nostri intenti si voleva far emergere la centralità del dibattito politico nell'istituzione Consiglio”.

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