Consiglio Valle, il cammino della nuova legge regionale inizia fuori dall’aula

In via di Costituzione un Comitato che, attraverso alcuni consiglieri, depositerà una proposta di legge di riforma in senso presidenzialista e in contemporaneamente avvierà l'iter per il referendum propositivo
Immagine di archivio - Un seggio elettorale
Politica

Se la riforma elettorale sembra scomparsa dai radar del Consiglio Valle, arriva un Comitato a sollecitare il “Palazzo” a decidere. Forze politiche, associazioni e singoli cittadini, da destra a sinistra, passando per il sempre più affollato “centro” stanno aderendo alla proposta lanciata nelle scorse settimane.

“Il Comitato è in via di costituzione” racconta Elio Riccarand “Abbiamo fatto una prima riunione e la prossima settimana lo formalizzeremo, definendo il perimetro, che sarà il più trasversale e largo possibile. L’obiettivo è di raccogliere tutte le energie politiche e personali per arrivare ad una riforma radicale del sistema elettorale”. 

Nella scorsa legislatura era stata creata una sottocommissione incaricata di redigere una proposta di legge,  ma poi lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale aveva bloccato l’iter.

La riforma che sarà elaborata dal Comitato ricalcherà in buona parte quella proposta: elezione diretta del Presidente della Regione, 21 seggi alla forza o alla coalizione di forze con il maggior numero di voti, nuove regole per garantire la parità di genere (nelle liste e nelle istituzioni) e per una maggiore rappresentatività democratica (soglia di sbarramento, numero firme da raccogliere per depositare una lista).

“Sarà una rivoluzione del sistema” promette Riccarand “La Giunta si dovrà formare dieci giorni dopo le elezioni e avrà già presentato il proprio programma, questo richiederà sicuramente un maggiore sforzo per formare delle coalizioni”.

L’intenzione del Comitato è di depositare attraverso alcuni consiglieri, in primis le due elette di Progetto Civico Progressista, la proposta di legge e contemporaneamente avviare l’iter per il referendum propositivo. Se il Consiglio regionale voterà la proposta, il referendum si fermerà, “altrimenti saranno i cittadini a decidere”.

“E’ arrivato il momento di dar corso a questa riforma,  – scandisce Riccarand – non si può fare sei mesi prima della fine della legislatura perché bisogna dare il tempo alle forze politiche di organizzarsi”.

La notizia della costituzione di un comitato ha fatto uscire allo scoperto anche alcune forze della maggioranza. Il Partito Democratico valdostano, confermando l’elezione diretta del Presidente della Regione, auspica con una nota una “mediazione con le altre forze di maggioranza al fine di presentare al Consiglio regionale una proposta compiuta che garantisca una maggiore stabilità e governabilità, riduca la frammentazione, valorizzi la presenza qualificata di donne e uomini nelle istituzioni in misura paritaria e garantisca la segretezza del voto”.

Parole accolte con favore da Riccarand, che però non manca di evidenziare come “la riforma elettorale fosse fra i punti della verifica di maggioranza” mai decollata e “come anche nella discussione del Defr la proposta di Minelli e Guichardaz non sia stata accolta. Dal Pd non abbiamo ricevuto risposte neppure alla proposta del Comitato, inviata a tutte le forze politiche, presenti e non in Consiglio Valle”.

 

2 risposte

  1. Una proposta di stampo craxiano, che uccide il principio costituzionale della rappresentanza.
    Dopo un Sindaco di Aosta eletto dal 24% del corpo elettorale avremo presidenti della regione eletti da pochi aficionados….

  2. Poveri noi …la riforma in mano a questa politica fatta di cambia casacca …di gruppi misti creati dopo qualche mese dalle elezioni…da un assessore alla D-istruzione…questa si che e una pandemia

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