A maggio i 41 comuni fino a 1000 abitanti non eleggeranno più direttamente il proprio sindaco e vice sindaco. Il Consiglio regionale ha approvato oggi con l’astensione di Alpe e il voto contrario del M5S la nuova legge elettorale dei comuni, nata all’interno di un gruppo di lavoro costituito dalle varie forze politiche presenti in Consiglio.
“La volontà politica – ha ricordato nella sua relazione il capogruppo Uv, Joel Farcoz – è stata quella di mantenere i 74 comuni valdostani.
Il testo abolisce nei 42 comuni fino a 1000 abitanti l’elezione diretta del Sindaco. Quest’ultimo, così come il suo vice, saranno eletti dal Consiglio comunale tra i propri componenti nella prima seduta successiva alle elezioni, sulla base di un documento programmatico a scrutinio palese e a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati dal Consiglio tra i propri componenti.
Sforbiciata al numero di poltrone
Nella logica di razionalizzare la spesa il disegno di legge riduce il numero di consiglieri comunali. In particolare nei comuni fino a 1000 abitanti sono previsti 11 consiglieri, da 1000 a 3000, oltre al sindaco e vice, 13 consiglieri, da 3000 a 5000 abitanti da 17 si passa a 15 consiglieri, da 5000 a 15mila abitanti rimangono 17 e infine per Aosta dagli attuali 29 si passerà a 27 consiglieri. Alla riduzione del numero di consiglieri si accompagna di pari passo la modifica del numero massimo dei candidati, ridotto, mentre il numero minimo è stato aumentato per garantire eventuali surroghe. Nei comuni fino a 1000 abitanti le liste devono prevedere un numero minimo di 7 e un numero massimo di 11 candidati. All’estremo opposto nei comuni superiori ai 15mila abitanti il numero di candidati non deve essere inferiore a 19 e superiore a 17. Stabilito anche per legge il numero di assessori, ora previsto dalla Statuto. Così fino a 1000 abitanti ci sarà oltre al sindaco e al vice un massimo di due assessori, due nei comuni fino a 3000 abitanti, tre assessori fino a 15mila abitanti e 5 per Aosta. Sarà possibile però stabilire da statuto un numero di assessori superiori fermo restando l’invarianza della spesa. Vietata invece la nomina di assessori tecnici.
Quote rosa
Sul fronte delle quote rosa, il disegno di legge prevede che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al 20 per cento dei candidati alla carica di consigliere comunale. Nel caso di espressione di tre preferenze, almeno una deve riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento dell’ultima preferenza. Anche le Giunte dovranno tenere conto del gentil sesso. In particolare nelle Giunte deve essere garantita la presenza di entrambi i sessi qualora nella lista che è risultata vincitrice siano stati eletti consiglieri del genere meno rappresentato per almeno il 15% degli eletti, salvo il caso in cui almeno un appartenente al genere meno rappresentato sia stato eletto alla carica di sindaco e vice.
Sulla quote rosa il Pd-Sinistra Vda aveva presentato un disegno di legge ad-hoc
"Non è possibile che in una società composta dal 50% di donne elettrici non riusciamo mai a creare situazioni diverse. Bisogna essere promotori dell’accesso alla democrazia" ha sottolineato Raimondo Donzel del Pd-Sinistra Vda
Limite ai mandati
Altra novità riguarda l’impossibilità per chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco con popolazione superiore ai 15mila abitanti di essere immediatamente rieleggibile alla carica di sindaco ma anche di vice o di assessore. I mandati diventano tre per i comuni con popolazione fino a 15mila abitanti.
Mutuata dal livello regionale viene introdotta la mozione di sfiducia costruttiva per fare decadere il sindaco e la giunta.
“Abbiamo perso l’ennesima occasione per dare alla Valle d’Aosta una riforma innovativa” ha detto annunciando il voto di astensione Alberto Bertin di Alpe. “Noi abbiamo un’idea proporzionale, i maggioritari non ci piacciono, avremmo puntato su un taglio più netto delle poltrone e attaccato la questione delle tre preferenze che mantiene la Valle d’Aosta nel medioevo dei santini” ha criticato Stefano Ferrero del M5S.
“Le riforme si scrivono sulla carta ma poi è il compito del legislatore andare a verificare sul campo la loro applicazione” ha ricordato Stefano Borrello, Capogruppo Stella Alpina ammettendo però alcune perplessità sul testo.
Da Uvp con Gerandin è arrivato l’auspicio che si “prosegua su questa strada con la revisione della legge sulle indennità degli amministratori e sui segretari comunali.
A chiudere il giro di interventi è stato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ricordando coma legge sia "il risultato di un confronto molto ampio, sulle preferenze ci sono molte chiavi di lettura. Il nuovo sistema permette una partecipazione più ampia, una maggiore concretezza del governo dei comuni".
