Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 20 Marzo 2021 13:11

Coronavirus, la Valle d’Aosta resta in zona arancione

Aosta - Questo è quanto emerge dal monitoraggio della Cabina di regia. Come per la settimana precedente, la valutazione della probabilità di trasmissione è considerata "moderata", così come la classificazione complessiva del rischio. L'Rt regionale resta stabile intorno all'1,4%.

Piazza Chanoux AostaPiazza Chanoux, Aosta

La Valle d’Aosta si appresta a vivere ancora un’altra settimana, probabilmente l’ultima, in zona arancione. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Cabina di Regia. L’Rt della Valle d’Aosta resta stabile intorno all’1,4% (1,42%, nel dettaglio), mentre è dell’1,16 quello nazionale. Come per la settimana precedente, la valutazione della probabilità di trasmissione è considerata “moderata“, così come la classificazione complessiva del rischio.

In serata il Ministro della Salute, come spiega una nota, firmerà le nuove ordinanze che che andranno in vigore a partire da lunedì 22 marzo. Passano in area arancione le regioni Sardegna e Molise- la prima era in bianca, la seconda in rossa –  mentre viene prorogata l’ordinanza in scadenza relativa all’area rossa in Campania.

I nuovi casi segnalati nella settimana sono stati 203 (erano 93 in quella precedente), mentre l’incidenza è del 162.4 per 100.000 abitanti (74,38 la scorsa). L’incidenza su 14 giorni è di 239.1 su 100.000 abitanti (era 134,4 la settimana precedente). Il tasso di occupazione dei posti letto di Terapia intensiva è del 15% (la soglia è al 30%), mentre i posti letto occupati in Area Medica sono il 6%, mentre la soglia è al 40%. Il monitoraggio individua, per la Valle, uno scenario di tipo 2.

Il Presidente della Regione Erik Lavevaz a seguito dei dati attuali, che registrano un notevole peggioramento dei contagi in Valle d’Aosta, invita la popolazione alla prudenza e all’osservanza delle misure da adottare per il contenimento del virus.

Nel Report della Cabina di Regia di Ministero e Istituto superiore si Sanità si ribadisce infatti per la Valle d’Aosta la necessità, anche alla luce dell’aumento sostenuto della prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di “mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

In zona arancione restano, quindi, aperte le scuole di ogni ordine e grado, così come gli asili nido, che invece avrebbero dovuto chiudere con la zona rossa. In questi giorni molti dirigenti avevano già dato indicazioni agli insegnanti, in via preventiva, di far riportare a casa ai bambini libri e quaderni, in vista di un possibile cambio di zona.
Pericolo scampato, anche se i dati di questa settimana, che saranno alla base del prossimo monitoraggio, lasciano presagire il passaggio in zona rossa della Valle d’Aosta nella settimana del 29 marzo. Rosso, in cui si troverà comunque tutta Italia, in base all’ultimo decreto legge del Governo Draghi, nelle giornate del 3, 4 e 5 di aprile.

Con la zona arancione restano chiusi bar e ristoranti, che potranno continuare a lavorare con l’asporto e la consegna a domicilio. Chiusi anche i musei. In base all’ultima ordinanza del presidente della Regione ci si potrà muovere liberalmente su tutto il territorio regionale, mentre non sono consentiti gli spostamenti in entrata per recarsi presso le seconde case. La decisione, contestata e contro la quale è stata attivata una petizione online (500 circa le firme raccolte), è stata seguita anche da altre regioni.

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