Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 27 Luglio 2019 18:42

Courmayeur, il rendiconto passa col brivido. La maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi

Courmayeur - L'atto passa il test del Consiglio, in una seduta "fiume". L'ex assessora D'Amico, tra le lacrime, vota contro il bilancio e lascia la maggioranza. Finale col brivido, il consigliere di maggioranza Salvato si astiene.

Il municipio di Courmayeur

Prima o poi i nodi vengono al pettine. E ieri, nell’infinito Consiglio comunale di Courmayeur, il “pettine” ha un avuto il suo bel da fare. Anche perché in due mesi netti la Giunta del Sindaco Stefano Miserocchi ha dovuto prima sostituire due assessori – una a fine maggio e una ad inizio giugno -, poi “dribblare” le richieste di dimissioni che piovevano sul suo capo.

Ieri si è aggiunto un nuovo capitolo: Roberta D’Amico, assessora alla Cultura dimessasi quasi due mesi fa, ha annunciato ieri la sua uscita anche dalla maggioranza. Uscita che si è consumata tra le lacrime ma, soprattutto, con il suo voto contrario al rendiconto di Bilancio.

“Non sarò io a proporre la sfiducia a questa maggioranza – ha spiegato in aula D’Amico -, ma se me la proponessero adesso non rinnoverei la fiducia al Sindaco, al vice sindaco e al capogruppo. È chiaro che la mia posizione non può che entrare in contrasto con l’attuale maggioranza. Mi spiace comunicare il mio addio ufficiale, voterò non contro il mio lavoro ma contro chi è all’apice e chi doveva, almeno questa sera, tutelarmi”.

L’opposizione incalza, il Capogruppo di minoranza Alberto Vaglio “sente l’odore del sangue” e attacca duramente una maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi: “Si vede la totale confusione in cui siete, spero vi possiate riprendere. I problemi stanno arrivando, se non riuscite a rispondere ci portate ad una deriva. In questo Comune non c’è una guida, non c’è una programmazione, voterò contro il rendiconto”.

Non meno dura l’ex Prima cittadina Fabrizia Derriard: “Quelli che se la stanno vedendo brutta sono i cittadini fuori da questo Consiglio, quando vedono calpestare i loro diritti, quando si vedono penalizzati. Ma che paese siamo?”.

E se il rendiconto di bilancio passa le “forche caudine” del Consiglio – e che la minoranza non voti un atto di bilancio è la “norma politica” -, non manca il brivido finale, grazie al consigliere di maggioranza Marco Salvato che si astiene “perché non ho la documentazione completa, riguardo la parte relativa al Csc”.

Ostacolo superato, il rendiconto di bilancio è approvato con otto voti a favore – tra i quali quello chiave dell’ex assessora Sarteur – sei contrari e un’astensione. Ma ora la giunta Miserocchi è a un bivio.

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