Creare Vda, presentato il simbolo del nuovo movimento

“Ci sono i partiti che distruggono, che criticano tutto, quelli del rinnovamento, a noi piace invece creare partendo da ciò che abbiano” ha sottolineato il Coordinatore René Tonelli.
Politica

L’ultimo mistero sul nuovo movimento valdostano, nato dall’unione fra Udc, Fédération e una parte dell’ex Pdl, è caduto questa mattina. "Creare Vda – autonomie e(s)t liberté" ha infatti presentato il suo simbolo, un cerchio con all’interno una raggiera sulla quale poggia, racchiuso in un quadrato giallo, il nome del partito.
“Ci sono i partiti che distruggono, che criticano tutto, quelli del rinnovamento, a noi piace invece creare partendo da ciò che abbiano, dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni” ha sottolineato il Coordinatore René Tonelli.

Al centro del progetto politico di Creare Vda c’è l’autonomia. “Questa va riletta però in chiave moderna tenendo presenti i cambiamenti economici e sociali avvenuti” ha spiegato Tonelli. “In questo senso è importante dare concretezza all’articolo 14 dello Statuto. Abbiamo attivato al nostro interno delle commissioni che stanno lavorando per cercare di arrivare a definire il porto franco d’impresa”.

Rientrano tra i punti programmatici del movimento inoltre la riforma della legge elettorale “che al momento non garantisce in Valle la governabilità”, la valorizzazione delle PMI “con la definizione di nuove procedure negli appalti pubblici per favorire chi opera in Valle, la riforma degli enti locali, la creazione di un teatro stabile “per arrivare ad un’offerta culturale omogenea” una riforma del sociale “apportando i giusti correttivi perché l’accesso ai servizi sia garantito prima ai valdostani”.

Il documento programmatico verrà presentato nelle prossime settimane sul territorio regionale e sarà aperto al contributo dei cittadini. 

“L’idea della Valle d’Aosta sta entrando in crisi – ha sottolineato Andrea Paron – noi vogliamo provare ad immaginare dove deve puntare la Valle e in questo senso il tema degli investimenti è cruciale. Oggi le grandi opere vengono portate avanti a spizzichi e bocconi con progetti scollegati e non legati ad un piano organico”.

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