Crisi, anche il Savt dà le sue, quattro, priorità

Quattro obiettivi sui quali, auspica il Savt "le forze politiche che siedono in Consiglio regionale possano ritrovare un dialogo concertativo che consenta alla nostra regione di uscire da una impasse politico-burocratica non più sostenibile"
Guido Corniolo
Politica

L’urgenza di una posizione comune sulla riforma del titolo V della costituzione, la costruzione di un piano speciale e straordinario per il lavoro, l’elaborazione di un nuovo piano industriale e agricolo forestale regionale e una riforma partecipata e condivisa delle autonomie locali. Dopo il mondo imprenditoriale valdostano, arriva dal Savt la ricetta per uscire dalla crisi che "attaglia la nostra regione". Il direttivo del sindacato in particolare, ha individuato quattro priorità ovvero quattro settori di intervento. 

Sulla questione delle riforme costituzionali, il Savt sottolinea come sia necessario "porre un limite all’uso indiscriminato delle clausole di impedimento all’esercizio della potestà legislativa regionale". Per implementare l’occupazione il direttivo confederale pensa ad una "strategia e un sistema regionale delle politiche attive e della formazione professionale ed in particolare dell’istruzione, attraverso un impegno diretto di fondi pubblici regionali" oltre che di risorse europee. Nel campo industriale, dice ancora il Savt, va invece rivisto il ruolo di Finaosta. Bisogna "definire regole trasparenti per le società partecipate pubbliche per il reclutamento del personale e l’assegnazione di lavori a ditte esterne. Garantire attraverso un nuovo piano di bacino di traffico l’accessibilità del nostro territorio regionale: ferrovia, autostrade, aeroporto correttamente funzionanti sono elementi indispensabili per incrementare i settori turistico, industriale e commerciale." Infine la riforma dei comuni deve portare a "razionalizzare ed economicizzare l’attività amministrativa".

Quattro obiettivi sui quali, auspica il Savt "le forze politiche che siedono in Consiglio regionale possano ritrovare un dialogo concertativo che consenta alla nostra regione di uscire da una impasse politico-burocratica non più sostenibile ed agire in termini economici e sociali in difesa del nostro Statuto".

 

 

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