"Oggi siamo qui a prendere atto che l’opposizione (forse) è stata un po’ troppo ottimista nel ritenere che tra le file della maggioranza (?) ci fossero persone intenzionate a cambiare un sistema, persone che nei corridoi o nei "pour parler" (per i francofoni…) sfogavano il loro disagio per quel sistema tutto arrotolato attorno a un’unica persona". Cosi Jean-Pierre Guichardaz, consigliere del Pd-Sinistra Vda commenta oggi su Facebook gli ultimi avvenimenti politici. "Non si trova il bandolo di questa matassa" scrive l’ex sindacalista "Me lo dico tra me e me cercando di ricostruire gli eventi che hanno portato a ieri, cioè al rientro in maggioranza di La Torre ma a condizione che Rollandin mantenga la parola data cioè si faccia da parte (oh già…)"
Guichardaz parla quindi dell’attuale crisi come una "sceneggiata poco onorevole" di cui parte della responsabilità cade anche sull’opposizione. "Non voglio negare da parte mia almeno un trentacinquesimo di colpa in questa impasse, ma oggi mi viene da ribadire, qualora la confusione avesse fatto perdere qualche pezzo, che l’opposizione è l’unica ad aver mantenuto i suoi numeri (diciassette eravamo e diciassette siamo), l’unica ad aver proposto un "piano di lavoro" (la Renaissance) da cui far partire un ragionamento, l’unica ad aver tentato di cambiare un sistema ormai arroccato su privilegi e clientelismo (ingenui? sognatori? può darsi)."
E attaccando il gruppo dei sei responsabili poi rientrati nei ranghi "Forse non ci si doveva affidare alle rassicurazioni più o meno esplicite di personaggi che fino a prova contraria si credeva avessero un onore (anche se, ammetto a denti stretti, in politica ne è richiesto un livello basico basico)."
Infine non mancano le stoccate al Presidente della Regione, Rollandin. "La Valle d’Aosta è appesa ai capricci di un presidente che non si rassegna a prendere atto che è un ingombro, un peso, una zeppa (non parlo della persona ma del ruolo che sta giocando in questa crisi)".
