Da Stella Alpina due sì all’acqua pubblica

Il coordinamento ha discusso sul quesito riguardante il nucleare. Rudi Marguerettaz: "è un problema troppo complesso per liquidarlo così". I quesiti sull'acqua convincono la Stella Alpina. Delio Donzel: "se perdiamo a rischio l'autonomia idrica".
Il coordinamento della Stella Alpina
Politica

A cinque giorni dall’appuntamento referendario il coordinamento della Stella Alpina si è incontrato per decidere quali indicazioni di voto dare al proprio elettorato. Immediatamente a ridosso della riunione è stata convocata una conferenza stampa per comunicare quanto deciso. E così l’ultimo nodo si è sciolto. Già era nota la simpatia della Stella Alpina per i due referendum sull’acqua, e si sapeva che invece rispetto al legittimo impedimento il partito aveva deciso di non dare indicazioni, ma mancava all’appello il referendum sul nucleare. Dopo accese discussioni la Stella Alpina ha deciso di invitare i cittadini a votare secondo coscienza, evitando di intervenire sulla questione. Insomma, due sì e due nì.

Quello sul nucleare, secondo il segretario regionale S.A. Rudi Marguerettaz, sarebbe un referendum pasticciato. “Dire sì o dire no significa dare comunque una risposta parziale a un problema troppo complesso per essere affrontato in questo modo, in un caso o nell’altro ci sarebbero conseguenze non calcolabili per il Paese. Spiace, piuttosto, che i cittadini non possano avere un’idea chiara di quale sia la politica energetica italiana, del disegno globale che ci si propone sul lungo periodo”.

Per quanto riguarda il referendum sul legittimo impedimento, come ha sostenuto Marguerettaz, il nì della Stella Alpina è dovuto all’ “evidente volontà di strumentalizzare la situazione e di orientare l’opinione pubblica da manifestata da entrambe le parti”.

I due sì sull’acqua pubblica, invece, sono sostenuti con salda convinzione. “Lo Statuto valdostano dedica ben 6 articoli alla gestione idrica, bene fondamentale di tutta la collettività” ha ricordato Dario Comé. A detta di Delio Donzel, una vittoria dei no, o un mancato raggiungimento del quorum, avrebbero serie conseguenze per la nostra autonomia: “come ha stabilito la Corte Costituzionale – ha sottolineato – le regole che concernono l’affidamento e la gestione di servizi pubblici locali di rilevanza economica, compreso il servizio idrico, sono di competenza statale”.
 

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