Disabili, Mossa: “Fare ripartire i centri diurni”

" Bisogna dare priorità alle esigenze e alle grandi difficoltà in cui versano le famiglie e le stesse persone disabili, per le quali questa fase di isolamento forzoso ha rappresentato un sacrificio immenso e difficile da comprendere".
Politica

Far ripartire a pieno regime i centri diurni per disabili. E’ quanto chiede all’Assessore regionale alla Sanità, Mauro Baccega, il consigliere del M5S VdA Luciano Mossa.

“I centri diurni che, prima del Covid, operavano dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16:30 garantendo anche il pranzo agli utenti, ora, dopo la riapertura (se così si può chiamare) dei centri in Valle d’Aosta dal 22 giugno, il servizio che viene erogato consiste in una passeggiata di appena due ore per due volte alla settimana.  – scrive Mossa – Altre regioni anche se devastate dal Covid sono invece ripartite a pieno regime”.

Il consigliere cita il caso dell’Emilia Romagna sono i centri sono riaperti già da maggio e “prevedono turni di frequenza differenziati e gli utenti sono organizzati in piccoli gruppi stabili di massimo 5 unità. Sono stati riorganizzati gli spazi interni nel rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, si utilizzano mascherine e test sierologici e sono garantiti i trasporti in sicurezza. Il tutto mettendo al primo posto la sicurezza degli utenti, delle famiglie e degli operatori in questa nuova fase post emergenza”.
Stesso dicasi per il Veneto.

“Ma cos’hanno di differente queste due regioni dalla nostra autonoma (per lo meno sulla carta) Valle d’Aosta i cui centri diurni contano si e no 70 utenti disabili? – prosegue Mossa –  Bisogna dare priorità alle esigenze e alle grandi difficoltà in cui versano le famiglie e le stesse persone disabili, per le quali questa fase di isolamento forzoso ha rappresentato un sacrificio immenso e difficile da comprendere”.

Altra questione sollevata dal consigliere grillino riguarda i soggiorno al mare per disabili.  “Quest’anno, vista la difficoltà degli spostamenti in sicurezza, potrebbero essere organizzati in loco  – suggerisce Mossa – approfittando delle nostre bellissime e verdi montagne. Questo darebbe e un po’ di svago alle persone disabili dopo il lungo periodo di isolamento e un po’ di respiro alle loro famiglie. Ma si sa, dove finisce la logica inizia la politica della Valle d’Aosta.”

 

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