Non ce la fa a passare al primo giro l’ex sindacalista Franco Marini che con i 521 voti ottenuti è ben lontano dal quorum dei 672 necessari. Ancora due tentativi dunque, il secondo dei quali inizierà alle ore 15.30. Stefano rodotà ha ottenuto 240 consensi mentre altri 240 voti sono stati raccolti da altri nominativi: Sergio Chiamparino 41, Romano Prodi 14, Emma Bonino, 13, Massimo D’Alema 12, Giorgio Napolitano 10, Anna Finocchiaro 7, Annamaria Cancellieri 2, Mario Monti 2. SOno state 104 le schede bianche, 15 quelle nulle e 18 i voti dispersi.
"Sosteniamo la candidatura di Franco Marini alla Presidenza della Repubblica in quanto vi è un’ampia convergenza trasversale intorno alla sua persona ed eleggere in breve tempo il Capo dello Stato sarebbe un segnale importante per un Paese che attualmente è senza guida". Questa è stata la dichiarazione di voto dei tre "grandi elettori" valdostani, il senatore Albert Lanièce ed il deputato Rudi Marguerettaz, e il Presidente della Regione, Augusto Rollandin. "Già come Presidente del Senato nella XV legislatura – spiegano in una nota – Franco Marini ha mostrato di essere una persona molto seria con senso delle istituzioni e al tempo stesso vicino ai lavoratori e alla gente comune. Marini ha, inoltre, mostrato di essere sensibile alle istanze delle minoranze linguistiche e delle autonomie speciali".
Inoltre, su twitter il Preisdente della Regione ha aggiunto: "Appoggio a Marini, uomo di grande equibrio, attento ai problemi dei giovani e del lavoro".
I “grandi elettori” sono in tutto 1007: 630 deputati, 315 senatori, gli attuali 4 senatori a vita (Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Mario Monti e Giulio Andreotti, che forse non ci sarà) e 58 delegati regionali (tre per ogni Regione – uno solo per la Valle d’Aosta – nominati dai rispettivi consigli regionali).
Nelle prime tre votazioni è necessaria l’approvazione dei 2/3 dell’assemblea (maggioranza qualificata): per essere eletti servono quindi 672 voti. Per le votazioni successive è sufficiente la maggioranza assoluta. La carica dura sette anni, ciò impedisce che un Presidente possa essere rieletto dalle stesse Camere, che hanno mandato quinquennale, e contribuisce a svincolarlo da eccessivi legami politici con l’organo che lo vota.
