Elezioni, Arcigay Vda chiede un impegno sulle pari opportunità e nel contrasto all’omofobia

"Ripartiamo dalla realtà - si legge in una nota - Dalla semplice e banale osservazione, scevra da ideologie. Guardiamoci intorno, consideriamo le famiglie, sostantivo da declinare al plurale: la nostra, quella dei nostri vicini di casa, parenti, amici."
Politica

"Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono una minoranza. Le persone che li appoggiano fortunatamente NO!" Così in una nota Arcigay Valle d’Aosta Articolo 3, ricordando come la maggioranza dei cittadini, anche in Italia, si è espressa a favore della lotta all’omofobia e all’istituzione del matrimonio egualitario o delle unioni civili, chiede ai candidati a sindaco e vicesindaco dei vari comuni valdostani (e dove non presenti, i candidati in lista), a sottoscrivere una dichiarazione di intenti.

"Ripartiamo dalla realtà – si legge in una nota – Dalla semplice e banale osservazione, scevra da ideologie. Guardiamoci intorno, consideriamo le famiglie, sostantivo da declinare al plurale: la nostra, quella dei nostri vicini di casa, parenti, amici. Troveremo, anche in Valle d’Aosta, famiglie monogenitoriali, ricomposte, omogenitoriali, coppie di fatto. Scopriremo i tanti modi in cui si organizzano, naturalmente, spontaneamente, gli affetti, la felicità, l’amore e la convivenza. Ammetterlo non significa autorizzare pericolosi esperimenti di ingegneria sociale, ma semplicemente aprire gli occhi e riconoscere il valore dell’esistente, di ciò che è già qui".

L’associazione chiede quindi ai candidati un appoggio ad iniziative di contrasto e prevenzione della discriminazione delle persone Lgbt sul luogo di lavoro, a scuola, nei luoghi pubblici e privati, promuovendo le pari opportunità, l’impegno a promuovere la salute e il benessere delle persone Lgbt a rischio bullismo o omofobia, appoggiando interventi nelle scuole finalizzati al rispetto della diversità e alla prevenzione del bullismo, l’adesione alla giornata contro l’omofobia promuovendo iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica, il riconoscimento giuridico delle famiglie omosessuali e l’estensione delle misure di tutela e sostegno alle famiglie a tutte le tipologie di famiglia.

"Entriamo in una classe – prosegue l’Associazione –  osserviamo questa piccola società plurale, dove i nostri figli imparano ad essere cittadini e a convivere fianco a fianco, nel rispetto delle regole. A scuola i ragazzi e le ragazze si differenziano per mille motivi: origine, ambiente socio-culturale, religione, opinioni, condizioni personali. Su venti – una classe media – almeno due o tre, statisticamente, potrebbero essere “non eterosessuali”. E una quantità di persone ancora minore potrebbe non riconoscersi nel proprio genere di appartenenza. Purtroppo spesso sono loro a pagare il tributo più pesante al bullismo, dentro le aule scolastiche e fuori: una conseguenza della carenza di educazione alla diversità, all’espressione dei sentimenti, alla non violenza".

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