"Mai come oggi per la montagna italiana, dove i "tagli" alla finanza pubblica sono una coperta troppo corta, i soldi comunitari saranno preziosi in quella logica complessiva che obbligherà a far dialogare i diversi fondi in una logica di partenariato fra Unione europea, Stati membri e Regioni". A sottolineare l’importanza della riforma della politica di coesione 2014-2020 e l’impatto sulle politiche per la montagna è stato Luciano Caveri, impegnato ieri a Bruxelles al Comitato delle Regioni in una tavola rotonda voluta dalla Delegazione italiana.
Fra gli oratori c’erano anche Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria e relatrice dei pareri sui regolamenti generali sui fondi strutturali, Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni e Enrico Borghi della Presidenza Anci.
“Si stanno fissando le regole della politica dei fondi europei fra il 2014 e il 2020 – ha aggiunto Caveri – qualche spazio in più, attraverso il riconoscimento nei Trattati delle zone montane nella logica nuova della coesione territoriale, si è creato. Bisogna, tuttavia, essere vigili e solidali contro certi tentativi neocentralisti che potrebbero manifestarsi. I soldi europei devono servire per lo sviluppo, specie in quella montagna italiana oggi negletta dalle politiche nazionali".
