Il Consiglio Valle deve fare sentire la propria voce a Roma, per sbloccare la norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, approvata all’unanimità un anno fa dall’assemblea regionale e in attesa del passaggio al Consiglio di Ministri. E’ quanto chiedono Alleanza Verdi e Sinistra, PD-Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro con una mozione che verrà discussa nella prossima adunanza del 28 e 29 gennaio.
“Mentre tutte le Regioni italiane stanno già legiferando sul futuro delle concessioni idroelettriche, la Valle d’Aosta – paradossalmente proprio nel campo in cui dovrebbe esercitare la sua massima Autonomia – è l’unica ad avere le mani legate.” scrivono i gruppi consiliari.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile. In questo momento, le Regioni a Statuto ordinario hanno più strumenti operativi della Valle d’Aosta. Mentre altrove si pianifica il futuro energetico, noi siamo bloccati da un silenzio romano che dura da dodici mesi. Superare il blocco attuale non è solo una questione di principio, ma è il modo di scongiurare un rischio economico e strategico – aggiungono -. Senza questa norma, la Regione rischia di arrivare alla scadenza delle attuali concessioni senza gli strumenti giuridici necessari per governare i rinnovi e le gare, lasciando un settore vitale per l’economia valdostana nell’incertezza.”
Alleanza Verdi e Sinistra, PD-Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro sottolineano come l’obiettivo della mozione non sia la polemica, ma “un’azione istituzionale forte”.
“Non possiamo permettere che questa situazione di stallo comprometta il controllo sulle nostre centrali. – concludono i gruppi consiliari – Occorre un segnale politico immediato verso Roma per calendarizzare e approvare la norma.”
