I candidati valdostani al Parlamento europeo si confrontano nell’indifferenza dei valdostani

All'incontro promosso da Giuseppe Rollandin, che si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 3 giugno, nelle sale dell'Hostellerie du Cheval Blanc, hanno assistito una ventina di persone, quasi tutti addetti ai lavori.
Pubblico confronto tra i candidati alle europee
Politica

Per la prima volta i candidati valdostani alle elezioni europee si sono confrontati pubblicamente. L'incontro è avvenuto nella tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 3 giugno, nelle sale dell'Hostellerie du Cheval Blanc. "La Valle d'Aosta e l'Europa – Pubblico confronto" era il titolo. Ad organizzarlo Giuseppe Rollandin, dell'associazione "360 gradi Valle d'Aosta".

Il confronto, è innegabile, c'è stato. A mancare era il pubblico. Alla serata avranno preso parte una ventina di persone, perlopiù addetti ai lavori. Presenti tutti i candidati valdostani, ad esclusione di Roberto Louvin, fuori Valle per impegni politici presi in precedenza.

Alessandro Bortot, Giuseppina Foderà, Aurelio Margeruettaz, Lorella Vezza e Raimondo Donzel si sono confrontati su diversi punti. Iniziando il suo intervento la Foderà, candidata per la Lega Nord, ha precisato: "Spesso si dice che la lega è razzista, ma non è così. Sfido chiunque a trovare una sola legge o provvedimento preso dalla Lega che si basi sul concetto di razza". Il candidato dell'Union, Aurelio Marguerettaz ha spiegato i motivi della sua candidatura: "Credo sia importante – ha detto – che la Valle abbia un suo rappresentante. Vogliamo portare il nostro modello in Europa. Vogliamo rappresentare una comunità".

L'economia è al centro dell'attenzione di Bortot (Rifondazione Comunista): "L'Europa che ho in mente non è l'Europa dei mercanti". Secondo la Vezza, candidata dell'Idv, l'inesperienza politica potrebbe diventare addirittura un valore aggiunto: "Avere nel Parlamento europeo persone senza una grande esperienza politica può essere un modo per avvicinare questo organismo alla gente. L'impressione, derivante anche dalla campagna elettorale, è che gli italiani si sentano lontani dall'Europa". Donzel ha invece sottolineato una caratteristica del suo partito: "Il Pd è sempre stato europeista", e ha aggiunto: "Con Prodi era stato approvato alla Camera un disegno di legge che garantiva alla Valle un parlamentare europeo. Con Berlusconi non s'è più fatto nulla".

La Foderà ha poi spostato il discorso su altre questioni, in particolare sull'ingresso della Turchia nell'Unione europea. "No, no e no", ha tuonato la candidata leghista. Diversi i motivi della sua posizione: dal genocidio degli armeni alla differenza religiosa. Il dibattito sulla Turchia, per un momento, è stato al centro del dibattito, neanche fosse la principale preoccupazione dei valdostani.

L'incontro pubblico dei candidati era auspicato da molti. Louvin – l'unico assente – aveva più volte espresso la volontà di un "faccia a faccia" col collega-avversario autonomista Marguerettaz. A colpire è comunque lo scarsissimo interesse della popolazione che ha disertato il confronto.

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